Una bottega nascosta nel caotico via vai di via XX Settembre. Entri e ti sembra di stare da un'altra parte, in una viuzza di campagna che ti porta a casa. La
Lucertola è così, e
Sonia, la ragazza che se l'è inventata, ha scelto questo tipo di atmosfera per le sue creazioni. Collane, maglioni, sciarpe, asciugamani, cappelli... Tutto fatto a mano e uscito dalla sua fantasia.
Sono andata a trovarla, e vi consiglio di fare anche voi la stessa cosa, soprattutto se siete stufi di fare shopping davanti al luccichio delle vetrine
made in China.
Quando entro Sonia e i suoi riccioli stanno cucendo una gonna. Ci salutiamo, mi fa vedere le ultime creazioni e poi incominciamo a chiacchierare.
Quando è nata Lucertola? E perché?
È nata quattro anni fa in vico Valoria. Poi mi sono trasferita qui e le mie clienti mi hanno seguita. Ho deciso di metter su bottega partendo dalla mia passione. Ho sempre disegnato, fin da bambina, e in famiglia ho sempre visto cucire. Sia mia mamma che mia nonna sono sarte autodidatte. I primi abiti li ho creati per il
Teatro del Piccione, la compagnia con la quale ho lavorato per anni. E dalla scena mi sono buttata sulla realtà.
C'è molta differenza?
Sì, parecchia. Diciamo che fare la costumista ti permette di lavorare di più con la fantasia, mentre con i vestiti che devi vendere alla gente ti devi limitare. Due tipi di lavoro che però hanno una cosa in comune: la fretta. Sia per il teatro che per il negozio devo sempre lavorare velocemente. Ma c'è anche un'altra cosa che accomuna i due modi di pensare i vestiti: la comodità. Sia nella vita di tutti i giorni che in scena gli abiti devono essere pratici.
A cosa ti ispiri?
A Mary Poppins. Mi piace quello stile buffo e femminile allo stesso tempo. E poi mi piacciono da matti i colori. Ne userei tantissimi per le mie collezioni, solo che poi i vestiti colorati nessuno li compra. A Genova va il grigio, il marroncino e il nero. Il massimo che ci si concede è il bordeaux e il verdone.
Qual è la tua bottega ideale?
Mi piacerebbe ampliarmi e unire il luogo in cui si creano e si cuciono i vestiti con un bar-biblioteca-videoteca dove le persone possono passare il tempo insieme e, magari, ispirarmi.
Chi sono le tue clienti?
Donne, ragazze, bambini e uomini. Insomma, tutti. Dalla signora ricca con gioielli, alla ragazzina che per pagarmi tira fuori tutti gli spiccioli che ha nel portafogli.
A proposito di soldi, quanto costano le tue creazioni?
Cerco di tenere i prezzi bassi. Una delle cose che mi permette di farlo è, che nell'inventarmi i vestiti, prima trovo le stoffe e poi penso al vestito, il processo inverso di quello che si fa di solito. Comunque, per passare ai numeri, gonne e pantaloni costano dai 20 ai 25 euro, i pile intorno ai 22, i maglioni dai 30 ai 35 euro.