Miti d'oggi di Marino Niola. La recensione di Laura Guglielmi

Miti d'oggi di Marino Niola. La recensione di Laura Guglielmi

Facebook, Twitter e gli smartphone cambiano la nostra vita. Oggi chiunque può dire la sua in rete. Ma quali sono gli effetti sul mondo reale? Un libro prova a rispondere. Con linguaggio semplice

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Martedi 25 giugno 2013

Sono sempre di più le persone, in tutto il pianeta, che stanno tutto il giorno attaccate all'iPhone o all'iPad, che usano la credit card, che postano nevroticamente su Facebook e Twitter. Tutto questo ci fa comportare in maniera veramente diversa dai nostri avi?
Non proprio, anche se la tecnologia va veloce come la luce, siamo ancora lì che ribolliamo di comportamenti arcaici. Parola di Marino Niola.
Il suo libro Miti d'oggi, (Bompiani, 2012, 160 pp., 11 Eur), uscito l'autunno scorso, indaga sul simbolico per raccontarci quanto ogni nostro nuovo comportamento abbia in qualche modo delle radici profonde nella nostra cultura e spesso di imbatta in un mito classico.

Siamo fatti di quello che mangiamo e di quello che hanno mangiato le generazioni che ci hanno preceduto verrebbe da dire. 34 capitoli, un excursus, che analizza le nostre ossessioni e i nostri comportamenti, dal quale si evince come al centro di tutto ci sia sempre di più il nostro corpo giovane, bello, tatuato, ecosostenibile, mentre l'anima giace dimenticata da tutti.
Il nuovo oggetto del sacro, in Occidente, è lui il corpo, che barrichiamo dentro i Suv, che tatuiamo per renderci unici, che teniamo su a colpi di bisturi, oppure a cui diamo da mangiare solo verdure e legumi, per essere più ecosostenibili e rispettosi degli animali. Ma anche questa scelta virtuosa ha dei precursori illustri, Pitagora tra tutti.

I blog e tutti i social network hanno messo in moto una rivoluzione. Tutti possono scrivere senza la mediazione di un editore o di una testata giornalistica oppure di una rivista. Non c'è nessuno che ti deve scegliere, solo i lettori, anche se il blogger deve essere capace di comunicare qualcosa che interessi la collettività.
Ebbene questa è una ottima occasione di democrazia, il talento può manifestarsi in rete senza l'obbligo di mediatori, che a volte - soprattutto in Italia - non è che siano granché. In gran parte raccomandati e annoiati. E così si creano le community, come quelle che sono nate in Nord Africa per dar via alla primavera araba.
Come poi sono andate a finire le cose è un altro paio di maniche. Con i blog e i social quindi sta irrevocabilmente cambiando il concetto di autorità, di chi è autorizzato a dire la sua. Sarà il futuro a dirci se questo è un bene.

Il libro - anche se scritto in modo semplice - è complesso ed è difficile raccontarlo in poche righe.
Ancora qualche concetto che mi piacerebbe portare in primo piano è quello del low cost, della tendenza a spendere di meno, anche se si hanno i soldi. Un tempo si affittavano le cose, per mostrare ricchezza anche quando non c'era, ora con il pianeta esausto e inquinato si affittano o condividono le cose, anche se si potrebbero possedere.
Dal Car sharing al co-housing, scrive Niola: "In questo passaggio dal vorrei ma non posso al potrei ma non voglio si nasconde l'algoritmo del postconsumismo".

Insomma leggendo il libro, si riflette su tutte le emergenze del nostro paesaggio contemporaneo, fisico ed umano, nonché animale. Un altro pregio del testo è essere scritto bene, alcuni giochi di parole, soprattutto alla fine dei capitoli sono esilaranti. Sentite questo, a pagina 83, quando parla della dittatura della magrezza: nessuno controlla nessuno ma tutti si autocontrollano: "Michel Foucault avrebbe parlato di microfisica del potere. Victoria Beckham gli contrapporrebbe la sua filosofia dei glutei al top. Ovvero la microfisica del sedere".

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Miti d'oggi
iPad, YouTube, Twitter, Facebook, wi-fi, outlet, happy hour, giovinezza, velocità, bellezza, magrezza. Sono i miti d’oggi, i simboli che danno corpo a sogni e incubi, passioni e ossessioni del presente. Ologrammi della mutazione antropologica di cui siamo attori e spettatori, questi oggetti-concetti hanno gli stessi caratteri del nostro tempo. Leggerezza, virtualità, precarietà. A differenza dei miti antichi, che erano grandi narrazioni fatte per durare, quelli contemporanei sono frammenti d’immaginario a tempo determinato. Sono mitoidi, schegge luminose che si staccano da una realtà che cambia alla velocità della luce e come asteroidi infiammano l’etere con la loro luce effimera. Marino Niola passa in rassegna le nuove icone della vita quotidiana, guidando il lettore nella rete di immagini che affollano la nostra esistenza. Nuovi miti e nuovi riti che ci seducono come irresistibili sirene contemporanee.

Marino Niola. Antropologo della contemporaneità, insegna all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Editorialista di Repubblica, ha una rubrica settimanale sul magazine Il Venerdì intitolata Miti d’oggi. Scrive per l’Espresso, il Nouvel Observateur e altre testate straniere. Tra i suoi libri recenti, Don Giovanni o della seduzione (2006), Lévi-Strauss fuori di sé (2008), Il libro delle superstizioni (scritto con Elisabetta Moro, 2010), Non tutto fa brodo (2012).

Laura Guglielmi

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