Una sindacalista d'assalto catapultata improvvisamente nel mondo della moda.
No, non è l'incipit di un romanzo rosa ambientato in fabbrica. Ma la storia di Fulvia, che dopo anni di lavoro dedicati alle problematiche dell'occupazione legate alle fasce deboli della popolazione - tra cui svetta quella femminile - ha scoperto gli abiti di una volta. «Mia madre era sarta, ma io non ho mai tenuto un ago in mano. Lei voleva così perché considerava la sartoria una schiavitù. Ma nonostante mi sia sempre tenuta lontana dal cucito, nella vita ho sempre ammirato gli abiti belli anche se, per il mio fisico extra large, non ho mai potuto indossarli. E poi visto che tutto ritorna e ha importanza, questo mestiere mi permette di rivalutare e rendere ancora più importante il lavoro sotterraneo, oscuro di tante donne del passato. Lavoro che nessuno ha mai preso in considerazione, e che invece ha spesso creato dei capolavori».
Fulvia è sorridente, disponibile alla chiacchiera libera, e quando ti fa vedere un abito ti racconta anche la sua storia e spesso anche quella di chi l'ha indossato, «La maggior parte di questi vestiti l'ho trovata dentro gli armadi di qualche signora chic. Vedi l'abito di velluto con la gonna a palloncino? Ecco, era di una signora milanese che l'ha indossato per una prima alla scala. Io vado in giro a cercare abiti con lo spirito di chi vuole regalare un sogno. Capi di altre epoche, ricami e stoffe pregiate, pochi se li possono permettere. Ma se sbirci tra le cose di
Polvere di stelle capisci che chiunque si può permettere di sognare: cose belle a pochi soldi».
Mi racconta anche della sua vita da nomade antiquaria, da una fiera all'altra. «Mi sono innamorata del
vintage dopo aver partecipato al Fashion Vintage Show del
Castello di Belgioso su invito di Franco Jacassi, colui che ha portato il vintage in Italia. E poi, ti confido un segreto, non mi sono innamorata solo di questi abiti, ma anche di un uomo che è diventato mio marito. Ed è stato insieme a lui che ho iniziato questo percorso».
È una bottega che stimola la curiosità, quella di Fulvia. Ci puoi trovare di tutto, dal gilet maschile del Settecento, al vestito d'inizio secolo scorso. E poi... mutandoni della nonna, borsette da sera ricamate a mano (ne ho adocchiata una chiusa da una giada imperiale), capottoni anni Settanta e molto altro per scatenarsi in abbinamenti improbabili, per crearsi una propria moda.