Il World Press Photo 2011, il concorso che premia il migliore scatto giornalistico dell'anno, è andato quest'anno a Samuel Aranda, incoronando la primavera araba da una prospettiva particolare come quella dello Yemen.
Ancora una volta la contestazione scatenata dalla scintilla tunisina ha infiammato gli entusiasmi degli addetti ai lavori, dopo essere stata eletta emblema del 2011 anche dalla rivista Time. Ciò nonostante, le contestazioni del movimento Occupy Wall Street e degli Indignados spagnoli non hanno trovato il consenso della giuria.
La fotografia di Aranda è stata scattata il 15 ottobre 2011 a Sanaa, capitale dello Yemen, in un ospedale da campo allestito in una moschea: i soggetti ritratti sono una donna completamente coperta dal velo scuro, coi guanti di lattice bianchi che sorregge un parente ferito, dal torso nudo. Il taglio della foto ha un sapore caravaggesco: il contrasto delle tonalità aggiunge drammaticità a un soggetto già di per sè lacerante.
Primavera araba protagonista anche in altri scatti premiati, come quello dell'italiano Alex Majoli, che ha raccontato le proteste in piazza Tahrir, al Cairo. Un soggetto scelto anche da un altro nostro connazionale premiato, Eduardo Castaldo.
Tra gli altri scatti giornalistici che raccontano alcune delle tragedie del 2011, trovano spazio anche diversi racconti per immagini dello tsunami giapponese.