Sciopero sì o sciopero no? Dopo settimane di tira e molla oggi, venerdì 26 agosto, poco dopo mezzogiorno è arrivata l'ufficialità dello slittamento della prima giornata di calcio di serie A che avrebbe dovuto disputarsi domenica 28 agosto.
L'Aic, l'associazione italiana calciatori, ha confermato la decisione di non giocare dopo che la Lega avrebbe risposto negativamente alla proposta di contratto avanzata nella mattinata di venerdì 26 agosto da Damiano Tommasi, presidente dell'Aic, per scongiurare lo sciopero in occasione della prima giornata di campionato.
Al centro della protesta il contributo di solidarietà che in base alla legge finanziaria i calciatori sarebbero tenuti a versare a titolo personale. L'Aic chiede che siano invece i club a versare l'imposta straordinaria.
Maurizio Beretta, presidente della Lega calcio, è stato raggiunto dai microfoni di Sky ai quali ha dichiarato il proprio dissenso nei confronti dei giocatori e dei loro club: «L'Aic ci ha formulato una proposta fatta apposta per sentirsi dire no» -continua Beretta- «Accettarla voleva dire fare un passo indietro e annullare tutto il lavoro fatto in questi mesi. Il confronto poteva continuare pur scendendo in campo e ora l'Aic dovrebbe interrogarsi sul proprio operato».
In mattinata Tommasi aveva messo alle strette la Lega provando a convincere Maurizio Beretta a firmare un contratto valido fino al 30 giugno 2012 per permettere ai calciatori di scendere in campo e iniziare subito dopo a discutere dell'accordo definitivo nella speranza di salvare il debutto della serie A nella stagione 2011/2012.
Non è stata accettata nemmeno l'ultima bozza che il presidente dell'Aic aveva messo sul tavolo per provare a evitare la rottura definitiva: i club e i presidenti sono stati i primi che si sono opposti con fermezza e hanno deciso di proseguire sulla linea dura nei confronti della Lega.
Dopo le critiche e i primi commenti che sono giunti a riguardo di questo sciopero, del quale si vociferava già da parecchio tempo, è lo stesso Damiano Tommasi a spiegare la reale posizione dell'Aic: quasi come uno scaricabarile, il giocatore dà la colpa dello stop ai presidenti delle squadre di calcio: «Abbiamo provato fino all'ultimo a giocare, a trovare un accordo ma sono stati i presidenti a cercare la rottura e a voler far slittare la giornata», avrebbe affermato l'ex calciatore all'Ansa.
E a decisione avvenuta si dovrà necessariamente voltare pagina e aprire un nuovo capitolo per il mondo del calcio. I vari Tommasi, Abete e Beretta dovranno sedersi a un tavolo per discutere sulla questione del contributo di solidarietà e dare un senso a questa astensione dal lavoro. La giornata di campionato probabilmente verrà recuperata il prossimo 21 dicembre.
Stando agli ultimi rumors lo stop potrebbe ripresentarsi anche in occasione di altre domeniche di calcio qualora non dovesse trovarsi un accordo.
Per scongiurare questa situazione proprio Giancarlo Abete, presidente della Figc, ha chiesto a gran voce che tutte le forze in campo che possano attivarsi il prima possibile: «L'ipotesi di uno sciopero a oltranza è uno dei problemi che si pone. Permane il rischio pensando alle gare successive» -e ha aggiunto- «C'è amarezza: c'erano tutte le condizioni perché questo non avvenisse», ha dichiarato all'Ansa.