Gli abitanti del Cabanyal-Canyamelar-Cap de França aprono da due anni le porte delle loro case. Questo succede per venti giorni e in orari stabiliti, al fine di mostrare che dentro le case che il Comune vuole abbattere ci sono vite, abitudini, sentimenti.
e il sentimento che li spinge a lottare ha inspirato centinaia di opere d'arte: sculture, quadri, fotografie, cortometraggi, murales, musica...
Alcune delle opere sono esposte nelle case stesse o nelle betteghe. La gente si fa sentire, scrive e disegna sui muri, percuote le pentole che ha in casa perchè sentano anche quelli che stanno lontano.
Nessuno si tira indietro.
Il Comune è arrivato a comprare il mercato generale, corrompendo i negozianti con impianti di condizionamento nuovi, ma la gente del quartiere non si lascia corrompere.
Qualcuno legato al comune ha ottenuto licenze per costruirsi una palazzina, quando proprio il rifiuto di concedere licenze è stata una delle armi del comune per far sì che il quartiere invecchiasse e venisse così svalutato.
In fondo espropriare vuol dire comprare, per poi costruire probabilmente un quartiere altolocato che rispetti il frontemare piu' a sud.
L'offerta è stata fin'ora di seicento milioni di pesetas (sette miliardi e duecento milioni di lire), cifra ridicola, tenendo conto delle palazzine preziose che il quartiere ospita.
I giornali inoltre scrivono che vicino alla spiaggia il Comune ha costruito abitazioni alternative, ma in realtà queste sono già state vendute a nuovi investitori.
Molte cose dunque sono poco chiare, ma è certo che la gente del quartiere non è cieca e soprattutto è unita di fronte all'ormai certo pericolo delle ruspe.
E' un caso unico questo di Portes Obertes, ma i membri della
Plataforma Salvem el Cabanyal si lamentano che i media non prestano la giusta attenzione a questo fenomeno.
Portes Obertes vuol dire mettersi a nudo, non vergognarsi nè avere paura.
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Salviamo il Cabanyal