Se mio padre dice che un programma tv è bello, vuol dire che è proprio bello. Chissenefrega, direte voi. Invece mio padre è un barometro del piccolo schermo, un critico severissimo e spietato: non gli piace assolutamente nulla di ciò che va in onda in tv. Eppure c'è un programma che lo tiene incollato e gli strappa addirittura commenti positivi: è
E.R. - Medici in prima linea, la serie tv che da sette anni è trasmessa da Rai 2.
Perché parlo di questa serie tv? Perché l'altra sera mi è capitato di vederne un episodio in santa pace. Non accadeva da un paio d'anni. Il trailer che Rai 2 aveva trasmesso nei giorni precedenti era piuttosto invitante: il dottor Greene è su un elicottero con un infartuato e l'elicottero comincia a precipitare. Tutto si poi risolve per il meglio, con un atterraggio di fortuna fin troppo morbido e - udite! - il matrimonio dell'infartuato con la sua fidanzata nella corsia del celebre Policlinico di Chicago. La puntata ha riservato diverse sorprese: un parente del dottor Benton viene ferito a morte in una sparatoria, due ragazzini scoprono di avere l'AIDS e accusano di questo il dottor Carter, infine la madre pazza della nuova dottoressa Abby fa irruzione nel pronto soccorso.
Ho seguito le prime serie da cima a fondo. Sapevo tutto dei vari dottori, da Greene a Carter, da Benton al magnetico e affascinantissimo Ross (il personaggio che ha lanciato George Clooney). Devo essere sincero, adoravo anche qualche dottoressa: la Lewis prima di tutte, ma anche la Boulet; il mio cuore però era tutto per l'infermiera Carol Hataway, di gran lunga la più bella (non a caso accoppiata con Ross/Clooney...) e di cui vedete una significativa immagine qui sotto.
La bella Hataway oggi non fa più parte del cast, e come lei anche il dottor Ross: ho cercato informazioni su due siti dedicati alla serie (potete dare un'occhiata a quello
ufficiale o a quello dei
fan) e ho scoperto che sono andati a vivere a Washington con i loro due bambini. Il nuovo dottore sciupafemmine, da quanto ho capito vedendo la puntata, si chiama Luca Kovac, ombroso, distratto, quasi un poeta maledetto. E infatti ci dev'essere una bella gara tra le impiegate del Policlinico, a giudicare da quanto si è visto. Sempre presente invece Mark Greene, l'occhialuto aiuto primario in perenne contrasto con la "lady di ferro" Weaver.
Che cos'ha di così diverso questa serie da entusiasmare anche uno spettatore come mio padre? Intanto il ritmo è davvero elettrizzante: mentre la ripetitività delle situazioni è emersa già da tempo, il susseguirsi di barelle, gente che corre e parenti disperati rende il tutto sempre divertente. Le storie dei pazienti si alternano (ma raramente si intrecciano) a quelle dei medici e questo ci rende i personaggi più vicini e simpatici. Anche la tecnica di ripresa è pregevole: campi e controcampi si alternano quando tutto è tranquillo, ma quando in sala operatoria le cose precipitano, allora la macchina da presa inizia un vortice, un movimento circolare che ci porta praticamente dentro lo schermo.
Queste sono le caratteristiche salienti. Ma non va sottovalutata l'importanza del linguaggio: molto specialistico e accurato, ha inventato quasi degli slogan. Ieri coi colleghi Casalino e Nepi ci siamo divertiti a tirare giù una lista di battute tipiche della serie, quelle che da sette anni i dottori pronunciano in sala operatoria. Le abbiamo chiamate "Frasi E.R." e le sottoponiamo al vostro giudizio nel sondaggio qui sotto. A proposito, ho scoperto solo oggi che
E.R. è la sigla per "Emergency Room". Meglio tardi che mai.
E.R. - Medici in prima linea va in onda su Rai 2 il lunedì sera alle 20.50.