| |
|
|
|
Spettacoli
|
 Black Swan
|
| |
Black Swan: la Mostra di Venezia parte col botto |
| |
| Nella serata inaugurale, di fronte al Presidente Napolitano, divide il film con Natalie Portman e Vincent Cassel. La serata si chiude con 'Machete' di Rodriguez, amico storico di Tarantino. Di Giorgio Viaro |
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
Venezia, 02 settembre 2010
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Venezia parte col botto. Non fate troppo caso a quel che sentite: Black Swan è il miglior film d'apertura sul Lido da tanti anni a questa parte. I critici un po' agés fanno accademia e Scarpette Rosse, il classico di Powell e Pressburger, torna come ritornello e prova a discredito, ma il film è un concentrato del miglior cinema contemporaneo: digitale e neo-espressionista. In un importante teatro americano si allestisce una nuova versione del Lago dei Cigni: l'etoile storica (Winona Rider) comincia ad avere una certa età e si cerca una nuova protagonista, che interpreti sia il cigno bianco che quello nero. La candidata numero uno è Nina (Natalie Portman), tecnica sopraffina ma scarso sex appeal, castrata sul nascere delle pulsioni da una madre oppressiva e maniaca del controllo. Se ne accorge Leroy (Vincent Cassel), maestro di compagnia, modi e metodi sfacciati da Living Theatre, che prima la sceglie e poi la mette in competizione con Lily, sostituta potenziale, anima libera e focosa. La battaglia di Nina sarà tutta interiore e la mutazione richiesta per incarnare il ruolo pretenderà un tributo di sangue.
Il film di Darren Aronofksy non si aggiudicherà probabilmente il Leone d'Oro - il regista l'ha già vinto due anni fa per The Wrestler - ma è fin da ora assai probabile che la Coppa Volpi (e magari anche l'Oscar) finiscano a Natalie Portman, straordinaria nel incarnare il "trapasso" di un'interprete alla ricerca del ruolo. Chiunque in vita sua l'abbia vissuto, su un palco teatrale o altrove, riconoscerà ciò che vede: la mutazione passa per la perdita dell'identità e la perdità dell'identità genera crisi di panico. In Black Swan - che ha una struttura da thriller psicologico che rimanda a Hitchcock e de Palma - la mutazione parte dall'anima ma contamina anche la carne, ed è qui che il film prende una piega horror e accenti cronenberghiani. Ne segue un crescendo poderoso, condotto dalla musica di Cajkovskj e dalle coreografie del balletto, per tradire in definitiva entrambi (e non sorprende che il film non sia piaciuto alla Fracci).
In conferenza stampa Aronofksy ha palesato il solito candore e una totale assenza di protervia intellettuale, confessando - a chi gli domandava se il trionfo del cingno nero testimoniasse una visione pessimistica della vita - che la domanda gli sembrava interessante ma che in verità non ci aveva minimamente pensato. Il suo cinema migliora comunque di anno in anno. Natalie Portman ha invece chiarito di aver usato pochissimo la controfigura. «Mi sono allenata sei mesi e ho sfruttato la mia parte di sangue russo. Ci vuole una disciplina inflessibile». Black Swan ha aperto ufficialmente l'edizione numero 67 del Festival di Venezia davanti ad una platea in cui spiccava il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - accolto da una standing ovation - ma la cui uscita scortata di sala ha creato un certo ritardo nelle proiezioni seguenti.
La serata si è poi conclusa con Machete, il cine-giocattolo vintage di Robert Rodriguez con Danny Trejo, Jessica Alba e Robert De Niro. Il solito cinema d'exploitation che campa di personaggi bizzarri, pulp ai limiti della definizione: rivoluzionarie in bikini, preti omicidi, suore col mitra e belle ragazze senza un occhio. Tutto già rivisto (cioè già rifatto), nonostante la veemente quanto ingenua vena politica: esaurito il piacere per gli eccessi cinefili, si inizia a sbadigliare. Rodriguez è qui soprattutto in quanto compagno di bevute di lunga data del presidente di giuria, Quantin Tarantino: girano per il Lido in camicia a quadri e cappello da cowboy, e si fanno fotografare assieme sottobraccio. In conferenza stampa lo stesso Rodriguez, a chi gli chiedeva perché non toglie mai il cappello, ha risposto: così le idee non scappano. A questo punto nel cappello ci deve essere un buco.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
| |
|
| |
|
| |
| L'occasione della settimana |
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
|
|