Che non sia il Grand Tour si capisce appena entrati, quando carichi di entusiasmo ci si imbatte nell'
Hypnerotomachia Poliphili e, toccati nella propria ignoranza, si ritarda la partenza.
E' un
viaggio intorno all'uomo, dicono, ma a me sono mancate alcune coordinate per riuscire a viaggiare senza perdermi in un po' di delusione.
Punto il compasso nel centro della parola UOMO e parto, il cerchio che traccio sarà il perimetro del viaggio in Italia, ossia il mio percorso - deduco - ma allora perché non partire da un reale cammino dei grandi viaggiatori?
L'itinerario, nonostante quel che dicono, è storico, non c'è ombra di dubbio!
Il viaggio è scandito dalle tappe della cronologia artistica (che per altro, senza sembrare
troppo polemici, manca in moltissime opere, vedi quelle di Luca Cambiaso!) dimenticando che il viaggio è, se materiale, scandito da un itinerario geografico. Ma ciò forse, avrebbe reso la mostra maggiormente leggibile anche ai profani, e si sa, l'arte oggi la si vuole elitaria, con manoscritti in latino, italiano antico e francese, che anche l'
esperto sarebbe riuscito a leggere con una quasi totale assenza di illuminazione.
Si prosegue il percorso che ci rende un po' tutti viaggiatori che viaggiano intorno all'uomo, in un rigoroso - buio - umido - freddo - luogo (sì, certo, le opere si conservano meglio, ma al Guggenheim perché c'è sempre il sole?!?), accompagnati da una bella musica che evoca canti gregoriani in stile new-age, ma più consona, a parer mio, ad una lezione di yoga.
Rimango perplessa quando mi accorgo che la mostra è interminabile, alla ricerca di una sedia, esausta dalle forzate traduzioni e interpretazioni di quadri resi invisibili dall'audace sistema d'illuminazione, mi ricordo di non essere al Centre Pompidou: qui non ci si siede perché altrimenti c'è il rischio di guardare un'unica opera tra le presenti (ma quante erano?!?) e di prendere una bronchite, ma d'altronde il buon vecchio Michelangelo diceva: "l'arte nasce dal dolore", e allora tutti piegati in due per leggere le brevi citazioni
selezionate dei Grandi che accompagnano
qualche opera.
Gli "
spazi ideali -quelli-
tra terra e cielo" come li hanno chiamati, io non li ho visti, piuttosto ricordo tante opere ammassate l'una sull'altra.
Ma la quantità è di nuovo tornata ad essere qualità?
Serena
Questa è la prima pietra lanciata nello stagno. Sarà l'unica? Non ci resta che aspettare per scoprirlo.
A noi la mostra è piaciuta, ma - come vedete - non abbiamo remore a pubblicare contributi critici. Voi scrivete, pubblicheremo tutto senza censure: www.mentelocale.it è l'unico media genovese che dà la parola anche a quelle persone che non hanno "la firma", quelle che non scrivono sui giornali e non appaiono alla TV.
Non abbiate paura e ricordatevi che il dibattito è vitale per la cultura e la democrazia. Ci saranno discussioni: bene. Succederà che qualcuno spari delle belinate: va bene anche questo.
Se questa città vuole esser degna del suo 2004, è l'ora che i suoi cittadini ne prendano coscienza e comincino a dire la loro.
L'indirizzo è info@mentelocale.it.
giulio.nepi