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Amore e famiglia: come fare se non ci sono i soldi?

 
Le preoccupazioni per il futuro possono mettere in dubbio un rapporto sentimentale. Cosa fare quando non ci sono certezze? «La società cambia, bisogna accettarlo». Di Antonella Viale
 
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16 gennaio 2010
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di Antonella Viale
   
mondo salvadanaio euro soldi crisi economica

Cara Antonella,

mi chiamo Anita e ho 36 anni. Da circa due anni sono fidanzata con un ragazzo veramente in gamba, sincero, intelligente, buono, insomma la persona che cercavo da sempre. Il problema è che lui fa un lavoro che a malapena gli permette di sopravvivere.
All'inizio credevo che questo non sarebbe stato assolutamente un problema per noi due. Invece con il tempo la cosa sta cominciando a pesarmi. Non possiamo neppure farci una vacanza e se qualche volta ne facciamo una, dobbiamo stare continuamente a fare i conti di quanto spendiamo. Quindi alla fine meglio stare a casa.

La cosa che mi preoccupa di più è il futuro. Come possiamo pensare di costruire serenamente una famiglia solo con il mio stipendio? Io ho un lavoro sicuro e non guadagno male, ma certo non sono così ricca da mandare avanti da sola una famiglia. Lo so che nella vita i soldi non sono tutto, ma sono comunque molto importanti per farci vivere serenamente. Ho proposto al mio fidanzato di provare a cambiare lavoro, ma non vuole sentirne parlare perché svolge un'attività che era del padre e gli dispiace lasciare tutto. E poi, dice sempre che la sua attività prima o poi riprenderà, ma io non ci credo.

Lui, a differenza di me, non dà nessuna importanza alla sicurezza economica a cui tengo tanto io. Tu credi che questa cosa potrà creare grossi problemi in futuro tra di noi?

Grazie mille per la tua risposta. Tengo molto a ciò a cui pensi.
Anita


Grazie a te, cara Anita, per la fiducia che riponi nei miei consigli. E abbi pazienza se affronterò l'argomento in modo più ampio e non circoscritto al tuo problema personale. Hai portato alla luce una questione importante.
Capisco le tue preoccupazioni e credo che abbiano un fondamento, perché tu guardi lontano, al futuro con una famiglia, dei figli ai quali vorresti dare ciò che hai avuto tu o che (forse) sfortunatamente non hai avuto, ma desiderato intensamente.

Bene, Anita, te lo puoi scordare. Lo scrivo così, con brutalità, perché lasci il segno. La generazione dei quarantenni è la prima che - consapevole o meno - non potrà mai farlo. E deve rendersene conto. Perché non è solo colpa della crisi. Dipende dal fatto ormai incontestabile che le classi sociali non stanno cambiando, ma sono già cambiate: le fasce di reddito si stanno allargando a dismisura oppure restringendo spaventosamente. In sintesi stiamo correndo verso una società pre boom economico, pre urbanizzazione, quasi - paradossalmente - pre industriale. Che significa: pochissimi molto ricchi, pochi ricchi, classe media spazzata via o quasi, un'enormità di poveri, quasi poveri, un po' meno poveri degli altri.

Se pensi che questa lunga premessa abbia un senso, allora rassegnati. È bene che pensi al futuro dei tuoi figli, ma è altrettanto importante che ti renda conto che non potranno mai avere ciò che forse hai avuto tu. Se la vedi così preparati a stringere la cinghia e a comprare un Gameboy in meno. Sarete felici lo stesso. Senza contare che, un po' a senso, mi piace l'ostinazione del tuo compagno, il suo attaccamento a un lavoro indipendente e che gli piace.

Se invece questa ostinazione è auto ed etero distruttiva, devi capirlo da te. Se nasconde un disinteresse totale nei confronti del futuro che vuoi tu, della costruzione di una famiglia, allora sì che avrai problemi. Ma questo dovrete scoprirlo, se non lo sai già. Non credo che una vita sobria e un po' più spartana di altre mini una relazione, se mai sarete già pronti quando il resto del mondo si sveglierà con stupore e scoprirà che sì, non può proprio permettersi tre tivù, due auto, un Gameboy per ogni componente della famiglia.

Auguri Anita, e coraggio, la tua mi sembra una bella storia.
Antonella

 
 
 
 
 
 
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