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«Lui vuole una pausa di riflessione: cosa faccio?»

 
La lettera di una ragazza che non sa come come comportarsi davanti alla richiesta del partner. Resistere o lasciar perdere? La risposta dello psicologo Marco Ventura
 
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12 febbraio 2010
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di Marco Ventura *
   
pausa riflessione

Buongiorno dottore,
il mio ragazzo, tre giorni fa, mi ha chiesto una pausa dicendomi che è confuso. Sono quasi due anni che stiamo insieme, e lui pare abbia preso questa decisione in seguito a delle liti, causate da lui stesso, per alcune cose di poco conto che non mi aveva detto e che ho scoperto da sola.
Alla fine, mi ha detto di essere confuso, di non sapere che fare, e che non sa se vuole tornare con me. Secondo lei, che cosa dovrei fare? Come devo comportarmi?

Aspetto al più presto la sua risposta, grazie.


Cosa fare quando ci chiedono una pausa di riflessione? Bella domanda!
Forse bisognerebbe rispondere caso per caso, cercando di capire bene in che cosa consiste la pausa e su cosa, esattamente, si dovrebbe riflettere. Inoltre, ci sarebbe da capire come si riflette durante questa pausa: ci si isola in un monastero in cima ad un monte a fare esercizi yoga o si va con gli amici a Ibiza a prendersi una botta di vita? E mentre uno è impegnato in questa profonda rielaborazione dei propri vissuti, l'altro che fa? Si iberna? Va in animazione sospesa e smette di prendere qualsiasi iniziativa? E ancora: per quanto tempo deve durare la pausa? Un giorno? Un mese? Un anno?

Con tutte queste domande senza risposta non riesco a capire come questo sistema della pausa possa davvero aiutare a risolvere i problemi relazionali. Io penso che se davvero ci sono dei problemi, non si può scappare nel limbo delle non meglio specificate pause. I problemi vanno capiti, poi affrontati e, magari, risolti. E se sono problemi di coppia, vanno affrontati insieme e superati insieme.
Invece che chiedere una pausa, bisognerebbe sedersi tutti e due ad un tavolo per chiarire cosa ci aspettiamo dallo stare assieme. Capire cosa ci attrae, ma anche cosa ci infastidisce e come costruire il proprio modo di relazionarsi per fare in modo che le diverse esigenze e speranze riescano a coesistere senza diventare obblighi.
Lei dice che lui è confusa, ma spesso la confusione è proprio il risultato del non dialogo, di un mancato confronto con l'altro, ma anche di un mancata dialettica dentro noi stessi. La confusione è la difficoltà a capire le diverse sfaccettature delle cose e dei propri sentimenti. Ed a volte è la conseguenza della  presunzione di voler risolvere facilmente cose che, invece, richiedono tempo e sensibilità.

Come avrà capito, non credo molto nella pausa di riflessione, e di certo non la considero una buona cosa  quando viene proposta nella stessa maniera con la quale si mette in pausa il lettore dvd, bloccando lo scorrere de l film per andare in cucina a mangiare qualcosa o fare una telefonata. No, decisamente non mi piace questo modo di intendere le relazioni.
Spero che nel frattempo vi siate parlati, baciati, urlati, scrollati, chiariti e capiti, ma che la vostra pausa sia già finita, nel bene o nel male, perché vivere una vita in stand-by non ha senso.
Saluti,
Ventura


* psicoterapeuta

 
 
 
 
 
 
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