mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 12.08
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Cultura

'Carteggio 1934-1967': le lettere di Gadda a Contini

 
Pubblicato l'intero scambio epistolare dei due scrittori tra il 1934 e il 1967. Giochi e virtuosismi di parole che raccontano amicizia e difficoltà della vita
 
   

     
6 febbraio 2010
Stampa Invia amico
 
di Alberto Pezzini
   
gadda
 
La scheda del libro
Quella tra Carlo Emilio Gadda e Gianfranco Contini è un'amicizia unica nella letteratura italiana. Contini, massimo filologo e artico, fu tra i primi a riconoscere la grandezza dello scrittore e lo seguì con affetto e attenzione, oltre che con lungimiranza, lungo tutta la sua carriera. Questo volume raccoglie l'intera corrispondenza tra i due: alle lettere già curate dallo stesso Contini e a quelle ritrovate dal professor Ungarelli si è infatti aggiunto un corposo gruppo di lettere che faceva parte del fondo lasciato da Gadda all'amico Sandro Bonsanti, poi sepolto dall'alluvione di Firenze del 1966 e ora finalmente restaurato.
[ibs.it]

A leggere Carlo Emilio Gadda, anche in un genere minore come le lettere, l'intelletto non può che godere. Se poi sono le lettere che l'autore di Quer Pasticciaccio si scambiava con Gianfranco Contini, ognuna diventa una storia che suona per sé sola.
Il libro in questione è Carteggio 1934 - 1967 (Garzanti, 2009, 279 pp., 25 Eu).

Gadda ci sa fare con le parole: sa modellarle come un'argilla respirante, ma gli sfugge la consapevolezza della propria capacità rinfrescatrice della lingua. Pensa che i suoi siano soltanto giochi, approssimazioni, anche se li considerala propria novocaina, il proprio alcool à moi (come scriveva il 7 novembre 1962 da Roma), per distinguerli dall'opera di Contini.
Quando i due si conoscono, Gadda ha circa quarantadue anni e Contini la metà all'incirca. L'ingegnere sta a Roma (siamo nel 1934) ad occuparsi dei servizi tecnici dello Stato della Città del Vaticano. «Se una latrina si intoppa, sono io che devo correre. Sto costruendo la Centrale Elettrica e Termica dello Stato», dice giocando anche qui. 

Gianfranco Contini è un giovane critico letterario, professore destinato a Friburgo dove farà della lingua italiana un'opera d'arte capace di certe vibrazioni assolute, da maestro d'orchestra senza timore. Gadda è iperfelice dell'amicizia con un giovane critico come Contini. Le lettere ci parlano della famiglia di quest'ultimo, del suo papà e della solitudine di chi ricercava un calore famigliare per compensare il gelo d'affetto in cui era stato tirato su.

I saluti ai genitori di Contini - soprattutto al padre Capo delle Ferrovie a Domodossola (il 6 settembre 1947 scriveva: «El fritatin di tuo padre mi è andato in tanto sangue: l'inusitata morbidezza, butirossità e spessore di un cotal malloppetto rimarranno nella mia anima tra i punti trigonometrici del ricordo») - chiudono quasi ogni lettera ed offrono una chiave di lettura più indifesa dell'uomo Gadda. Che si svela per quello che è: un autore della lingua che riesce ad usarla come scudo per difendersi dalla realtà del vivere in cui anche gli affetti, e la loro mancanza, gli pesano come acciaio sul cuore.

Sappiamo - anche attraverso le lettere - che Gadda fa fatica a vivere dentro la vita di tutti i giorni. Trasloca in continuazione, ad esempio, quasi per evitare di chiudersi dentro quattro mura che lo limiterebbero. La sua è una visione della vita moltiplicata. I giochi con le parole, uno strumento scientifico (lo strumento) per sfuggire alla incomprensibilità di un mondo sterile se non irrorato dalla letteratura.

Per Gadda le lettere non sono un genere inferiore, semmai uno spazio dove far confessare i propri romanzi. È un epistolografo convinto. Cerca di dissipare i suoi problemi legati alle cose di tutti i giorni con la letteratura. Ma lo fa vivendola prima di tutto dentro il primo mezzo che lo pone in contatto con coloro a cui tiene: le lettere.

Contini scriverà i propri saggi di letteratura mutuando molte inflessioni da Gadda, e così quest'ultimo. Stabiliranno una sorta di scambio letterario totalizzante, anche se Contini - pur prediletto da Luigi Russo «mutevole negli odi quanto negli amori» - non riuscirà mai ad avere lo 'sprigionamento' letterario di Gadda. Quella marcia in più fatta di furore linguistico e capacità di far brillare certi lati oscuri delle parole in cui va a trovare le assonanze più strane e più titillanti all'orecchio. In questo Gadda è emulo di Joyce, anticipatore di una vena narrativa che avrebbe fatto miracoli in Gianni Brera e in Beppe Fenoglio. Anche se nessuno riuscirà più ad arrotare le immagini come riusciva lui, forse perduto dentro i silenzi dei castelli narrativi in cui viveva. Gadda finirà a lavorare per la Rai e terminerà di vivere in via Blumenstihl 19.

L'epistolario manca delle risposte - in una parte - di Contini (nella prima parte si registra anche la sua voce infallibile come una rima del duecento). Costituisce una storia intima, viscerale fino all'osso estremo di Gadda. L'odio per il Duce, la sua amicizia per personaggi come Pietro Citati, e la sua rabbia per chi gli ha portato via la casa e gli ha imposto tasse asperrime (vanoniane), la malattia forse più mentale che effettivamente fisica, ne fanno un regalo incredibile fatto agli italiani da parte di Garzanti. Una lettura incapace di non suscitare un'emozione alta come un altare, e pronta a far dire a tutti noi che quella letteratura era davvero letteratura. Con la L maiuscola ed anche nel privato. Dove anche lì si è scrittori. Se lo si è veramente.

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




acquista con IBS.it  Acquista on-line Carteggio 1934-1963
di Carlo Emilio Gadda e Gianfranco Contini su IBS.it

   


 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie età
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License