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Spettacoli

La Liguria al cinema: una guida ai film ambientati a Genova e dintorni

 
Carlo Grisseti č l'autore del saggio (scaricabile da internet) che elenca tutte le location liguri protagoniste di set cinematografici. Pubblichiamo di seguito l'introduzione del libro
 
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Pubblichiamo l'introduzione del saggio cinematografico Ma quella è casa mia! - Dieci anni di Liguria al cinema scritto dal giornalista Carlo Griseri. Un breve viaggio attraverso i film che nel decennio appena concluso hanno visto la Liguria come location: dalle grandi produzioni internazionali (Bourne Identity, Genova, Inkheart) alle piccole produzioni. Un approfondimento con interviste e ricerche mirate, arricchito dalla doppia intervista ai direttori delle due Film Commission liguri.

Clicca qui per scaricare gratuitamente il libro 'Ma quella è casa mia - Dieci anni di Liguria al cinema'.
 
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5 febbraio 2010
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di Carlo Griseri
   
lupo
 
Carlo Griseri, nato a Imperia nel 1976, è giornalista pubblicista e da qualche anno vive a Torino. Nel corso della sua carriera ha collaborato (e collabora) con numerose testate, web e cartacee, tra cui Blogosfere, Cineboom.it, News Italia Press, Il Punto City Life, Metro Week e The Gate. È anche il curatore del blog cinematografico cinefestival.blogosfere.it.

Perché questo libro? L'idea nasce da una considerazione banale: sono ligure (nato a Imperia), sono 'emigrato' (vivo a Torino dal 2001) e sono un giornalista appassionato di cinema.

Poche (pochissime) volte in questi anni ho avuto l'occasione di vedere sul grande schermo i paesaggi della mia regione d'origine, si contano purtroppo sulle dita di una mano (di due, a voler essere generosi) le volte in cui ciò è avvenuto... Ma quella è casa mia! - Dieci anni di Liguria al cinema nasce proprio da qui: verificare quando e in che modo la Liguria ('casa mia') è stata protagonista della settima arte.

La decisione di limitare la ricerca al decennio appena concluso (2000-2009) ha l'arbitrarietà, inevitabile volendo porsi dei limiti, di una scelta dettata dalla convenienza, che comporta e sopporta l'esclusione dolorosa di alcuni titoli importanti. Una ricerca dal taglio giornalistico, che dà voce (ove possibile) ai protagonisti. Una ricerca che - a conti fatti - s'interessa più alla Liguria nel cinema che non al 'cinema in Liguria', focalizzandosi sul rapporto territorio-produzioni cinematografiche e tralasciando il giudizio e le riflessioni sui film in quanto tali.

Ribadiamo: la Liguria non è storicamente molto presente nel cinema, se si escludono i tanti 'poliziotteschi' italiani degli anni '70 girati a Genova (come, del resto, in tutte le grandi città del Paese). Ma nell'ultimo decennio si è assistito ad una svolta, forse piccola ma comunque significativa. Il merito è da attribuire alla scoperta di Genova come location inusuale (una grande città industriale davanti al mare, sviluppata in lunghezza e con le montagne subito a ridosso delle spiagge) nei film di Silvio Soldini (Agata e la Tempesta e - soprattutto - Giorni e Nuvole), nelle pellicole 'operaie' La Stella che non c'è e Guido che sfidò le Brigate Rosse, nei lavori dei nuovi autori che in questi anni hanno iniziato a imporsi (Fei1, Cappuccio2, Costantini3), come ne La bocca del lupo, vincitore a fine novembre 2009 del Torino Film Festival.

Ma il risveglio del territorio (in chiave cinematografica, ovviamente) è dovuto anche - e forse soprattutto - alle recenti produzioni internazionali e Hollywoodiane che hanno girato in parte o interamente in Liguria i propri film. Sono tre i titoli a cui mi riferisco: The Bourne Identity, le cui prime scene sono state girate a Imperia; Inkheart - La leggenda di Cuore d'Inchiostro, che ha avuto il cuore della sua lavorazione nell'entroterra savonese; e Genova di Michael Winterbottom, che omaggia il capoluogo a partire dal titolo. Motore di questa rinascita è stato sicuramente il lavoro delle Film Commission operanti in Liguria: la Genova Liguria Film Commission e l'Italian Riviera - Alpi del Mare Film Commission, più rivolta al Ponente. E per questo ho interpellato i rispettivi direttori, Andrea Rocco e Alessandra Bergero.

Le mie origini imperiesi mi hanno poi spinto a cercare un approfondimento specifico per quelle pochissime pellicole italiane che hanno scelto il Ponente (e non Genova, decisamente più sfruttata) come location, spesso però solo per brevi scene ‘marittime'.

Un'ultima considerazione - più generale - nasce dalla percezione che la Liguria possa trasmettere uguali sensazioni e stimoli a chi la vive, la osserva, la ricorda o, come in questi casi, la filma: una caratteristica comune a molti film trattati in questo testo è la visione della regione e del suo mare come un luogo ideale per rifugiarsi e/o ripartire. Succede in Genova (con il vedovo Firth che ‘scappa' nel capoluogo ligure per ricostruirsi una vita) come in Inkheart - La Leggenda di Cuore d'Inchiostro (dove la Liguria è il luogo in cui la zia Helen Mirren si è letteralmente ‘nascosta' e il cattivo Capricorn si costruisce un personale ‘regno del male'), in Nuvole basse, d'Agosto (con i ragazzi che fuggono dalla città grigia e cercano la felicità sulla spiaggia ligure) e in Brokers - Eroi per gioco (in cui il protagonista trova in Zuccarello il rifugio perfetto).

In attesa di vedere quali (e quante) produzioni italiane ed estere decideranno di filmare la Liguria in futuro, questo breve saggio si pone quindi l'obiettivo di censire tutti i titoli realizzati sul territorio in questo primo decennio del secolo e di raccontare la storia di alcuni di loro.

 
 
 
 
 
 
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