mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Spettacoli
Maurizio Lastrico
 

Zelig: l'intervista con Maurizio Lastrico

 
L'attore, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile, ha debuttato sul palco principale di Zelig. Gli endecasillabi con cui racconta le sfighe del quotidiano. L’intervista di Simone Nocentini
 
eventi
Guarda Maurizio Lastrico nella prima puntata di Zelig del 19 gennaio 2010  
top 10

 
   

     
Genova, 23 gennaio 2010
Stampa Invia amico
 
di Simone Nocentini
   

Telefono a Maurizio Lastrico martedì pomeriggio: è a Milano per la registrazione della seconda puntata di Zelig, ma la sera stessa andrà in onda la prima puntata (registrata la scorsa settimana), a cui è stato promosso dopo lo strepitoso successo di Zelig Off. Con i suoi monologhi, che raccontano in terzine di endecasillabi danteschi le sventure quotidiane delle persone comuni, ha conquistato la platea dello storico locale milanese, per essere poi da lì catapultato sulla navicella madre comico numero 100 a completare il cast stellare della prima serata.

Com'è arrivata questa promozione nella Serie A della comicità televisiva? Come ci si sente?
«Il passaggio è arrivato quasi inaspettato. Io speravo che per la mia comicità ci potesse essere almeno un ruolo di nicchia, invece il successo è stato unanime, tra il pubblico di tutti i tipi. L'emozione è grandissima: passare dall'intimità di Zelig Off ai 2500 spettatori dell'Arcimboldi (il teatro milanese dove viene registrato Zelig) è un bel salto. In più girare per i camerini ed incontrare Gioele Dix o Gene Gnocchi ti fa sentire tutt'altro che arrivato: la prospettiva cambia improvvisamente. È un momento di grande soddisfazione ma anche di grande spavento: tutto è nuovo e più grande».

Le tue performance hanno colpito molto il pubblico del cabaret classico, eppure tu condensi in tre minuti il frutto di un lavoro di scrittura che, sia dal punto di vista tecnico che dei contenuti è tutt'altro che leggero. Come sei arrivato alla scrittura per endecasillabi?
«La Divina Commedia è stata uno dei fondamenti della mia formazione alla scuola di recitazione dello Stabile di Genova: la direttrice Anna Laura Messeri la usa come uno strumento di didattica. Una struttura chiusa, basata sulla ritmica predefinita del verso, che affronta argomenti di fantasia: per un attore imparare a muovercisi dentro è un percorso faticoso ma assolutamente formativo. Da lì è diventato naturale giocare con un qualcosa che faceva parte del mio quotidiano, utilizzandolo nella vita di tutti i giorni, per parodiarla. Anna Laura Messeri ne è rimasta entusiasta, e mi ha addirittura proposto di presentare i miei pezzi per il diploma, ma non me lo sono sentita e ho preferito Pinter».

Però dagli endecasillabi non ti sei separato
«No. Quell'esperienza mi ha fatto capire che l'idea poteva funzionare, ed ho iniziato a lavorarci su. Con gli autori genovesi Matteo Manforte e Paolo Serra, e poi con Carlo Turati di Zelig, abbiamo rifinito contenuti e struttura delle parodie, per correggere qua e là la metrica zoppicante o riempire il momento morto. Poi alcuni registri genovesi di teatro, la stessa Messeri, e Marco e Carlo Sciaccaluga, hanno rivisto i brani nel loro insieme, con suggerimenti preziosi».

Genova nell'immaginario collettivo è una città chiusa, abitata da persone musone e diffidenti. Come mai allora negli ultimi quindici anni ha partorito così talenti comici?
«Effettivamente è una domanda che ci siamo posti anche qui negli ultimi giorni: al di là del luogo comune dell'aria buona, credo che la motivazione stia proprio nella assoluta diffidenza dei genovesi, ed in particolare delle donne della nostra città, tra le più diffidenti al mondo».

Cioè?
«Mi spiego: proprio perché, a causa della nostra diffidenza, la comunicazione tra le persone non è un processo immediato, scaturisce la necessità di trovare sempre un modo accattivante per presentarsi, soprattutto con le donne! La fascinazione della parola scaturisce dall'istinto di sopravvivenza: conquistare e far ridere una donna genovese è opera molto più difficile che conquistare la platea dell'Arcimboldi».

Continui a lavorare con il Teatro Stabile di Genova, e negli ultimi giorni del 2009 al Count Basie Jazz Club di Genova sei andato in scena con una serata 'tutta tua'. È l'anticipazione di una tua prossima tournée?
«Confermo, anche se è un progetto ancora in costruzione. Assieme al gruppo di lavoro abbiamo provato un po' di materiale, su cui bisogna ancora lavorare, ma ci sono i primi contatti per fare delle serate, iniziando proprio qui da Milano allo Zelig».

A proposito, com'è la convivenza tra teatro e tv?
«Beh, di sicuro non è un'esperienza semplice: sono due mondi completamente diversi. In teatro sei abituato a fare due giorni di prove per imparare alla perfezione come sincronizzare i gesti sul palco con le battute degli altri attori. Qui ti trovi catapultato in un mondo in cui tutto è deciso sul momento, con cambiamenti all'ultimo secondo. È un trauma a cui mi devo ancora del tutto adattare. E poi la televisione ti da immediata visibilità a livello nazionale, in un secondo sei sulla bocca di tutti, sui giornali, nei tg. Al tempo stesso, però, tende a semplificare, e diventi per tutti solo quello che "rilegge la Divina Commedia in chiave moderna": è straniante, e mi spaventa un po'».

Progetti futuri?
«In questo momento sto vivendo letteralmente alla giornata, godendomi il momento, finché dura: - conclude Maurizio, con umiltà e prudenza tutta genovese - la mia speranza è di uscire bene da questa esperienza, anche rinunciando ad un pizzico di popolarità, ma di porre le basi perché il lavoro mio e delle persone che mi sono attorno possa essere valorizzato al meglio».

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie età
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License