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La Posta del Cuore: «è il ragazzo perfetto, ma non lo amo più»

 
Lo sfogo di una lettrice: «i due anni con lui sono stati i più belli della mia vita. Ma ora mi sento in gabbia, voglio vivere la mia vita». I consigli di Antonella Viale
 
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12 gennaio 2010
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di Antonella Viale
   
amore
 
L'interpretazione dei sogni
A una giovanissima donna che ha raccontato un sogno ad Antonella chiedendole di interpretarlo: «Mi dispiace, ho un immenso rispetto per gli psicoanalisti e mai mi lancerei nella lettura dilettantesca del tuo sogno. E, per altro, devi tenere ben presente che i sogni non sono segnali di niente, almeno per quello che riguarda il futuro, sono il lavoro della mente umana durante il sonno. Quindi è bene che non gli dia una grande importanza e, già che ci sei, che lasci l'uomo. È bene che tu lo faccia, si capisce dalla mail, non dal sogno».
Antonella

Ciao Antonella,
sto vivendo un momento bruttissimo, credo di non amare più il mio ragazzo...
Ho 18 anni e lui 21, stiamo insieme da due anni e la nostra è una storia diventata subito importante tanto da far conoscere entrambe le famiglie, sono stata benissimo con lui, è stato il mio primo amore, con lui ho vissuto le mie prime esperienze e ora a distanza di due anni ho tante voglie, tanti desideri...

Vorrei vivermi la mia vita, fare esperienze, conoscere gente, sbagliare, vivere spensierata, facendo le cavolate che si fanno a quest'età, invece con lui mi sento in una gabbia, lui non mi ha mai fatto mancare niente, ho sempre mantenuto i rapporti con le mie amiche, non è mai stato geloso, però mi spaventa, mi spaventa il fatto che si parla troppo del futuro insieme, mi spaventa il fatto che la sua e la mia famiglia si siano attaccati troppo a noi. Per loro sono la ragazza da sposare come pr la mia famiglia lui è il ragazzo che sposerò... Mi sento in prigione, ho paura che più passi del tempo e piu mi affezioni, riuscendo a non prendere una decisione mia perché troppo influenzata dalla paura di deludere tutti...

Un'altra cosa che mi fa stare tanto male è che non provo più emozioni quando sto con lui, mi sento male solo a dirlo, mi diverto quando stiamo insieme ma i suoi baci, le sue carezze, non mi suscitano più niente... Vorrei tanto risentire quelle farfalle nello stomaco come le prime volte, vivere di emozioni, di sensazioni, io non riesco a farne a meno... Mi sento vuota, morta... si è spento qualcosa e questo qualcosa credo che sia l'amore che provavo per lui.
Ho paura di farlo stare male, lui non mi ha mai mancato di rispetto, non ha mai tradito la mia fiducia, non si merita questo... lui è il ragazzo perfetto, quello che tutte le donne vorrebbero avere, buono, bello, disponibile, sempre presente...

So di perdere un tesoro immenso, ma non riesco più a fingere di essere felice, mi sto facendo del male, ma allo stesso tempo non so come dirglielo, ho troppa paura... Ho anche paura di pentirmi, di fare la cosa sbagliata e di non riuscire a trovare mai più una persona che mi ami come mi ama lui, sono stati i due anni più belli della mia vita, con lui sono cresciuta... è la persona più importante per me, però non c'è piu quella scintilla di passione, non so se riesco a farmi capire... poi c'è la sua famiglia, tutti credevano in me, non voglio passare per una cattiva ragazza, né tanto meno deluderli.
Non so che fare... aiutami...


Cara anonima,
probabilmente sì, te ne pentirai. Soprattutto perché il primo amore importante viene idealizzato sempre. Tu hai il ragazzo perfetto, figurarsi se deciderai di idealizzarlo. Pazienza.
Hai una lunga strada davanti a te e non sei pronta a percorrerla tutta con lui, anzi, con un uomo solo. Hai pienamente ragione: vuoi fare esperienze, camminare con le tue gambe e anche provare emozioni a cui hai assolutamente diritto. È chiaro che hai già preso la tua decisione -e, se ti serve, ripeto che la approvo- ma non sai come comunicarla né a lui, né alle famiglie. Hai paura di provocare sofferenza. E infine hai paura di pentirtene.

Mi dispiace, ma non c'è modo di lasciare qualcuno senza fargli male. E l'assunzione della responsabilità di farlo è una delle tappe indispensabili alla crescita. Soffrirai anche tu, di sensi di colpa, poi ti passerà. Per diventare un pochino più grande un pochino più serenamente, prova a spostare il punto di vista, non soffrire per te, perché ti senti responsabile, sii responsabile e casomai soffri un poco per lui.
Quanto ai genitori, sei grande, il problema è tuo e, se devo dire esattamente come la penso, li trovo come minimo anacronistici. Com'è possiile, oggi, desiderare che un figlio si sposi tanto giovane, tanto privo di esperienza, facile preda del primo che saprà approfittare di un momento di stanchezza di una relazione già alquanto provata? Perché desiderare che i figli "si sistemino", quando possono studiare, viaggiare, lavorare magari con piacere, quando hanno ancora tutto da imparare e un mucchio di "tentazioni" in agguato?

Cara, le spiegazioni le devi solo a lui e a nessun altro. Il metodo ahimé è il solito, con una lieve correzione: non "ho bisogno di altre esperienze" ma, "voglio diventare grande da sola. Sarò certa delle mie scelte soltanto quando sarò indipendente e sicura di reggermi sulle mie gambe. Mi dispiace..."
Cerca di trovare il coraggio di non chiedergli il classico periodo di riflessione che finisce per prolungare l'agonia del condannato che sa già di esserlo e trasforma questa scelta dolorosa per tutti in un momento di crescita personale, di assunzione di responsabilità.
Mi sembra un buon modo per ricominciare.
Auguri, anonima,
Antonella

 
 
 
 
 
 
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