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Società & Tendenze

2010: un anno pieno di buoni propositi?

 
Sei stufo di incontrare gente che, non sapendo cosa dire, ti chiede: «vai a sciare?» Ecco come rispondere in maniera politicamente scorretta
 
   

     
04 gennaio 2010
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di Alberto Pezzini
   
donna rabbia

Quando arriva la neve in montagna, negli ambienti bene, chiunque incontri, se non sa cosa dire o deve cercare di tenere in piedi una conversazione fiacca, ti chiede: vai a sciare?
Sicuramente l'interlocutore non è obbligato ad avviare una conversazione, ma se lo fa così, tanto per farlo, bisogna punirlo una volta per tutte. La vita non può essere soltanto un patire anche le persone di cui non t'importa nulla. Il mio personale rimedio è quindi il seguente.

Ogni volta che una signora con pelliccia all'ultima moda, in ascensore o sul tram, in metro, ai grandi magazzini mi chiederà se vado a sciare risponderò che no, che non ci andrò perché è inutile andare a sciare se poi ritrovo sempre la stessa faccia di chi me l'ha chiesto. Proprio così, crudi.
A quel punto è probabile che la signora ingioiellata sgranerà due occhi stile allocco. Lì dovete andare giù duro e non pensare a niente. Avete infilato la prima e se avete gli attributi dovete fare anche la doppietta. La guardate e le chiedete con sicumera se ha capito bene. Scandendo le parole come se fossero rintocchi di campana in un'aria cristallina. Di montagna, appunto. «Non ho voglia di vedere la sua faccia anche in montagna, cara signora».
La finite così, spietatamente.

Questo esercizio liberatorio, veramente capace di dare uno sbuffo al cuore, vi aiuterà perché, per tutta la vita, vi resteranno gli occhi da acquario della sciura spalancati nella vostra memoria e conserverete un ricordo allegro utile per illuminare i momenti bui. Sarete più ricchi, insomma. La signora tartaglierà, si arrabbierà, diventerà rossa come un peperone d'autunno e magari sfiorerà anche un sordo colpo apoplettico, ma voi - Voi - vi sentirete liberati, e sarete certi di avere espresso compiutamente il vostro pensiero. Vi sentirete leggeri come piume nel vento. O acqua nell'acqua.

Ora. Questo esercizio si può praticare in fogge e situazioni molto diverse. L'importante è disporre di un uditorio qualificato. Uomini d'affari con Rolex e riga in mezzo, donne con tacco da dieci e borsa di Louis Vitton portata con braccio ad angolo retto ormai fossilizzato, nonne con lifting per cui alla notte è doveroso chiamare il 113 se accendono la luce senza preavviso. Più sembrano in - devono apparire in, ricordate - e più vanno presi a parole imbarazzanti in piena faccia. Vanno colti di sorpresa. Più individui ci sono e più senso di liberazione ne otterrete. Anche perché è obiettivamente più difficile.

 
 
 
 
 
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«Vado a sciare a Limone, San Giacomo di Roburent, Artesina, Prato Nevoso e/o Cervinia» (risposta ortodossa, conformista, un tantino pavida) mentelocale 5.0% mentelocale
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«Non vado a sciare perché devo lavorare» (siete diplomatici ed anche un po' impegnati oppure non c'avete soldi perché li avete spesi nell'iva) mentelocale 30.0% mentelocale
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«Se mi dice dove va Lei, non ci vado io, così non rischio di vederLa anche quest'anno» (sfrontati, molto Brad Pitt in Vento di Passioni, brutalmente seduttivi) mentelocale 65.0% mentelocale
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