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Gli anni Duemila per Nicla Vassallo

 
La filosofa Nicla Vassallo riflette sugli inizi del nuovo millennio. Le illusioni, le paure, le preferenze sessuali e la politica sono i temi di questa terza puntata
 
eventi
L'amicizia che lega mentelocale.it alla filosofa genovese Nicla Vassallo affonda le radici fino nei primissimi anni del nostro webmagazine. Di tanto in tanto ci propone le sue riflessioni, con lo sguardo proteso in avanti come ogni filosofo dovrebbe fare, ma con i piedi ben piantati nel suo tempo. È successo pochi mesi mesi fa con un testo sull'amore. Qualche settimana prima l'avevamo intervistata in occasione del Gay Pride di Genova. Ma potremmo andare avanti fino ai consigli di lettura che ci dava ormai molti anni fa. Sul finire del 2009 la filosofa torna a parlare in prima persona. Quello che ci propone è un Abbecedario dei cosiddetti Anni zero, i primi dieci anni del nuovo millennio. Procedendo per grandi temi - da amicizia a web - la filosofa ci conduce in un viaggio a puntate per scoprire che questo abbozzo di epoca ci ha dato molte delusioni e pochi motivi per sorridere. Almeno per ora. Buona lettura. La redazione

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30 dicembre 2009
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di Nicla Vassallo
   
Nicla Vassallo
Nicla Vassallo
 
Chi è
Nicla Vassallo è una filosofa italiana. Ha studiato all'Università di Genova e al King's College London dell'Università di Londra, dove si è specializzata in epistemologia. È stata visiting professor di Epistemologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ed è attualmente professore ordinario di filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova, dove fa parte del corpo docente del Dottorato in Filosofia.
Book review editor della rivista "Epistemologia", membro dell'Advisory Board dell' "European Journal of Analytic Philosophy", dell' "Institute for Scientific Methodology", di "L&PS: Logic and Philosophy of Science", della rivista "Iride: Filosofia e discussione pubblica", membro del "Board of Directors" della "Fondazione per la Cultura", membro dell' "Editorial Board" di "Gender" e di "Iris", fa parte del Consiglio scientifico del "Festival della scienza", del "Festival per l'Economia Interculturale", dell' "Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna", della rivista "Estetica", di "Scienza & Filosofia".
Tra le sue numerose pubblicazioni scientifiche, citate di frequente su "The Philosopher's Index", alcuni volumi hanno conferito una nuova vitalità alla riflessione metafisica ed epistemologica sulla conoscenza[senza fonte]: "Teoria della conoscenza" (Laterza, Roma-Bari 2003) in qualità di autrice, "Filosofia delle donne" (Laterza, Roma-Bari 2007, seconda edizione 2007) in qualità di co-autrice, "Donna m'apparve" (Codice Edizioni, Torino 2009) in qualità di curatrice, "Knowledge, Language, and Interpretation" (Ontos Verlag, Frankfurt 2008) in qualità di co-curatrice.
Scrive regolarmente su Domenica, il supplemento culturale del quotidiano "Il Sole 24 Ore".
[fonte Wikipedia]

Illusioni
Ci si poteva forse illudere prima degli anni Duemila, così da evitare di dover classificare questo primo decennio come quello della disillusione? Direi di no. Si considerino alcuni 'minimi' fatti del 1999: l'uccisione degli sciiti in una moschea di Islamabad; sotto la presidenza di Jacques Santer, le dimissioni della Commissione europea a causa del sospetto di frode di alcuni suoi membri; la carneficina della Columbine High School; le dimissioni di Boris Eltsin a cui succede Vlamidir Putin; il golpe in Pakistan; l'Operation Allied Force e l'attacco miliare che vede 'protagonista' la Nato; le contestazioni di Seattle contro la World Trade Organization e la nascita dei no-global; il netto dominio della destra di Jörg Haider nelle elezioni politiche austriache; l'assassino di Massimo D'Antona. Fatti che potevano ancora lasciarci nutrire speranze effettive per il Duemila? Comunque, fatti capaci di sottolineare espressamente che confidare nel prossimo futuro sarebbe stata una forma di bella e buona irrazionalità. Avevamo a disposizione parecchi altri fatti, che, aggiunti a quei 'minimi', non potevano suggerirci un futuro decennio pacifico, sicuro, stabile. Abbiamo mentito a noi stessi?

Mentire
C'è chi mente solo a se stesso, c'è chi mente solo agli altri, c'è chi mente a se stesso per mentire agli altri, c'è chi mente agli altri per mentire a se stesso. C'è chi non sa di mentire né a se stesso, né agli altri. C'è chi non sa che per mentire non è necessario dire il falso, bensì dire quanto non si crede, con l'intenzione di ingannare il prossimo. C'è addirittura chi non sa ciò a cui crede. Esasperazioni di cinismo, egoismo, disumanità, ignoranza, incoscienza, ipocrisia, irrazionalità, menzogna, protagonismo, vanità: il passato è stato anche questo, e non ci concede la possibilità di escludere che il futuro riesca a procedere su basi diverse. Sulla base di qualche paura?

Paure
Viviamo in un mondo dominato dalle paure. Non mi riferisco solo alla paura della crisi economica, del global warming, del terrorismo, e via dicendo. Alcuni (troppi?) tra noi temono la crescita culturale, l'incontro col diverso da sé, la passeggiata in città, il rapporto amoroso con il proprio partner. Se, da una parte, sulle paure 'organizziamo' la nostra vita privata, dall'altra le paure si innestano in ideologie e politiche che conducono a evadere le vere responsabilità. Stiamo innalzando inutili muri, sia nella nostra intimità, sia nel pubblico: muri metaforici e muri reali che diventerà arduo abbattere, muri che ci rendono vulnerabili, impedendoci di desiderare esistenze migliori. Uno dei tanti muri innalzati: quello contro le preferenze sessuali.

Preferenze sessuali
Il termine preferenze sessuali risulta più opportuno di orientamenti sessuali: preferenze concede un certo margine di scelta, mentre orientamenti rimane legato a un'idea stando a cui la propria direzione sessuale presuppone un qualche fondamento genetico. Non si può affatto sostenere che la diversità di preferenze sessuali sia stata sdoganata: lo è in alcuni luoghi, non lo è in altri - la maggior parte dei paesi nel mondo rimane omofobica. La diversità, o meglio varietà, è anzi stata ostacolata ove impera la normatività dell'eterosessualità. Sebbene vi sono individui che vivono meglio la propria scelta sessuale, altri che la vivono peggio, altri ancora ignari della propria sessualità, rimane vero che, fintantoché a ogni individuo non verranno riconosciuti, al di là delle proprie preferenze sessuali, i medesimi diritti di ogni altro individuo, diritti umani, oltre che civili, non ci troveremo di fronte ad alcuna conquista duratura. A testimoniarcelo è, tra l'altro, la storia: a momenti di libertà (non garantiti giuridicamente) sul fronte delle preferenze sessuali sono succeduti momenti tragici - si pensi, per esempio, agli omosessuali internati nei campi di concentramento e sterminio nazisti. A mancare è, tra l'altro, una seria consapevolezza politica di ciò.

Politica
Il bisogno di autoritarismo e populismo, autocompiacimento e retorica, ipocrisie e prediche recepito da alcuni che hanno votato partiti di destra, ma anche di sinistra, potrebbe essere meno pressante in futuro, specie se ci si accorgerà dell'inutilità o vacuità di alcuni governi, rispetto al miglioramento effettivo della qualità di vita della maggior parte dei cittadini. E non mi sto riferimento ovviamente solo all'Italia. Sussiste però un problema: nei sistemi democratici chi vota ha la competenza per farlo? Se non l'ha, è quasi fatale che vengano eletti politici incompetenti. Non capisco perché si sia disposti ad accettare l'incompetenza in politica, ma non in altri campi, per esempio in quello delle scienze.

 
 
 
 
 
 
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