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Spettacoli

Musica per Natale: da Bob Dylan a Sting

 
In rete c'è chi protesta contro la tradizione degli album natalizi. Ma il trend è più vivo che mai. The poet e l'ex leader dei Police sono solo la punta di un iceberg. Di Andrea Baroni
 
   

     
17 dicembre 2009
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di Andrea Baroni
   
Carla Bley

Dalla spessa coltre di album natalizi che regolarmente a fine anno ricopre negozi di musica e fornisce ispirazione per regali a tema, si leva un grido di protesta che invoca una moratoria del genere. Almeno un anno senza inni e canti tradizionali, per disintossicarci e togliere dal parabrezza un po' di (finta) neve musicale. L'appello, in cui è facile imbattersi in rete di questi tempi, non potrebbe trovare smentita più decisa dall'andazzo di questo 2009, che sembra non lasciare scampo a nessuno ed imporre il piccolo o grande tributo alla tradizione, con accentuata tendenza ad un avvio sempre più precoce. Erano infatti i primi di ottobre quando addirittura Bob Dylan, fra l'incredulità generale, ha messo il suo timbro roco al servizio dei canti religiosi di Christmas in the heart(Columbia), scambiato da alcuni per una ricaduta nel periodo religioso confessionale dell'artista, ed invece semplice omaggio ad una tradizione che negli Stati Uniti sembra mietere il più alto numero di vittime. A ruota c'è stato Sting con il suo album invernale, If on a winter's night (DG), non strettamente natalizio ma comunque infarcito di carole, inni e rielaborazioni colte in tema con la stagione preferita dal cantante inglese. E poi il solito diluvio di raccolte, antologie, monografie a base di renne e campanelline a cui nessuno, neanche i più irriducibili rappresentanti dell'anticonformismo in musica, riesce a sottrarsi: vedi gli album degli indipendenti Low Chistmas (Kranky) e Bright eyes A christmas album (Saddle Creek) di qualche anno fa, rimessi prontamente in circolazione su internet nelle scorse settimane.

Se proprio devo anch'io pagare il mio tributo al fenomeno, una segnalazione doverosa, anche per prevenire il rischio che passi volutamente ignorata da chi è lesto a fuggire dalla angelica copertina, è quella del recente cd inciso in Francia da Carla Bley e Steve Swallow con il Partyka Brass Quartet, Carla's chrismas carols (Watt/ECM). È bene chiarire che siamo nell'ambito di un jazz semi orchestrale e in piena tradizione del Natale, con tanto di Jingle bells, O Holy Night e altre otto carole natalizie scelte dalla pianista americana, insieme a due composizioni originali . Ma la veste scelta per interpretarle, che coniuga rispetto ed amore per i temi tradizionali a rielaborazioni e fughe dei fiati e del basso di Swallow, hanno la grazia dei momenti migliori orchestrati da Carla Bley e sono in grado di appagare del tutto chi ricerca anche nella tradizione, idee e spunti originali.

Rimanendo in tema pianistico, infine, non un album natalizio, ma un regalo per Natale è quello confezionato da Jason Lytle ex front man del gruppo indie americano Grandaddy, che ha reso disponibili per tutti sul sito Merry Xmas 2009, sette pezzi strumentali per pianoforte per nulla natalizi .

Forse è questo che bisognerebbe chiedere in futuro: non album di Natale, ma album normali regalati per Natale.

 
 
 
 
 
 
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