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A Livorno in autostrada. Sono su un banale furgone. Non sono sulla Cinquecento del film, attacca Matteo Zingirian, genovese, sceneggiatore, regista della triade di 500!, docente alla Scuola d'Arte Cinematografica. E' vero che la parte diretta da te nel film (l'ultima delle tre) è stata la più divertente da fare, come dice Robbiano? Non so se è la più divertente da fare, di certo io sono riuscito a renderla la più divertente da vedere...Battute a parte, nel finale si sciolgono tutti i nodi creati nella due parti precedenti, capitalizzo il servizio di tessitua fatto da Robbiano e Vignolo. Mentre la parte di Giovanni si avvicina alla commedia all'italiana e quella di Lorenzo all'estetica del cartoon, la mia ricalca un po' la commedia plautina. Addirittura? Scusate se è poco. Volevo dire che ricalca un po' la commedi degli equivoci, degli scambi di persona. Perché secondo te la gente dovrebbe andare a vedere il film? Perchè sono nostri amici! Abbiamo fatto un battage pubblicitario tale presso tutti i nostri conoscenti che non possiamo fallire...Per chi invece non ci conosce direttamente, diciamo che c'è un gran numero di persone di Genova, conosciute sia a livello locale che nazionale. Può essere comunque un film interessante. Solo Genova o anche Riviera? La Riviera è molto sacrificata sullo schermo. Ad esempio abbiamo girato a Monterosso, ma abbiamo ripreso scorci che solo alcuni abitanti di quel paese possono riconoscere. La sfida agli abitanti di Monterosso è lanciata. Progetti per il futuro? Riprenderò un vecchio progetto di due anni fa, dal titolo Gloria. Matteo Zingirian insegna pratica-pellicola alla Scuola d'Arte Cinematografica di Genova. E' autore anche del corto De Profundis e del mediometraggio Purché tu capisca. Dirige la casa di produzione Dolly Bell.
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