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Società & Tendenze

Studenti contro i compiti delle vacanze: sono una iattura!

 
Compiti liberi o facoltativi per i ragazzi delle scuole. Che così potrebbero appassionarsi al loro studio e diventare più responsabili. Ecco le proposte di uno studente
 
eventi
Mentelocale.it partecipa al progetto Facciamo la Pace... qui e ora nato da un'idea di Maurizio Parodi, che nel 2008 ha curato gli articoli Facciamo la Pace sulle pagine virtuali di mentelocale.
Il progetto, elaborato dal Nucleo territoriale ligure dell'Agenzia Nazionale di Sviluppo dell'Autonomia scolastica, si avvale inoltre delle collaborazioni dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Genova e della Bibliteca civica Berio di Genova.

Qual è lo scopo del progetto? Ai ragazzi delle scuole aderenti all'iniziativa è stato chiesto di commentare uno o più temi trattati negli articoli di 'Facciamo la Pace' pubblicati su mentelocale.
I testi, scelti da Maurizio Parodi, verranno pubblicati su mentelocale.it e saranno l'occasione per riflettere su temi che riguardano da vicino gli studenti, i loro insegnanti e, in generale, la vita all'interno della struttura scolastica.

Questa settimana gli studenti hanno scelto di commentare l'articolo I compiti delle vacanze: che iattura di Maurizio Parodi, pubblicato su mentelocale.it il 5 luglio 2008 (clicca qui per leggere l'articolo).


Anche voi potete dire la vostra sull'argomento nello SPAZIO COMMENTI che trovate in fondo a questo articolo.
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12 dicembre 2009
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scuola studente compiti
 
Commento Testo: I compiti delle vacanze: che iattura
Scuola: Firpo-Buonarroti
Classe: 3BG
Autori: Edoardo Villa

Leggi gli altri articoli di Facciamo la Pace

CONCETTI CHIAVE
La iattura dei compiti per le vacanze.
Si ritiene che gli apprendimenti avvenuti durante l'anno scolastico (soprattutto con lo studio domestico) siano davvero ben poco significativi. Gli insegnanti fanno finta di credere che gli alunni amministrino razionalmente i compiti delle vacanze.
Gli studenti più astuti, volitivi, capaci esauriscono nei primi giorni tutti i compiti assegnati.


RIFLESSIONI SUL CONTENUTO

Ho apprezzato l'articolo in tutti i suoi aspetti perché condivido il fatto che i compiti delle vacanze siano una iattura.
Mi ha particolarmente colpito quando dice: "Si ritiene che gli apprendimenti avvenuti durante l'anno scolastico (soprattutto con lo studio domestico) siano davvero ben poco significativi". Secondo me se gli apprendimenti durante l'anno scolastico non sono significativi vuole dire che oltre che colpa degli alunni sarà anche colpa degli insegnanti, perché vuole dire che durante l'anno non li hanno motivati allo studio e invogliati a fare meglio.


FORMULAZIONE DI PROPOSTE

Si potrebbe approfondire meglio il fatto che gli insegnanti delle elementari dedicano gran parte del loro tempo libero alla auto-formazione e all'apprendimento.


ESPRESSIONE DI UN SOGNO

Come sarebbe bello se i compiti delle vacanze fossero facoltativi o che ogni ragazzo si organizzasse un programma estivo per non rimanere indietro sulle materie in cui sa di essere più debole e meno preparato.


IPOTESI DI LAVORO

Da domani si potrebbe cercare di convincere i professori a dare compiti delle vacanze liberi per poi verificare la capacità di autonomia di ogni alunno e renderlo perciò più responsabile.

 

 

COMMENTO AUTORE

Condivido le tue riflessioni, Edoardo.
Credo che lo studio comporti inevitabilmente fatica, ma sarebbe tutt’altra cosa se fosse finalizzata alla soluzione di problemi autentici, all’assolvimento di impegni sensati (e non solo tediosa esercitazione, mero obbligo, puro adempimento), in un contesto cognitivamente e affettivamente significativo.
Chissà cosa sarebbero i compiti a casa se anziché la pedante esecuzione dell'ordine magistrale, fossero l'estensione naturale di un impegno che appassiona gli studenti, perché scaturito da una loro ricerca, volta alla soddisfazione di un desiderio, di un bisogno, di un sogno reale, condiviso... Non sarebbero più compiti.


Il procedimento di ficcarsi in testa informazioni per rigettarle a richiesta è quanto di più efficace per disamorare il naturale desiderio di imparare che ciascuno porta con sé.
Ursula Kroeber Le Guin

 
 
 
 
 
 
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annacaffe
Sono una insegnante e da anni lotto per un cambiamento sulla mentalità del "compito a casa". Purtroppo sono spesso gli stessi genitori i più duri da convincere che i compiti, al mio lavoro, servono poco. Inoltre l'editoria ha riempito con i testi dei compiti delle vacanze un buco estivo notevole. Spero tanto che questa idea di CAMPAGNA DI RIEDUCAZIONE PEDAGOGICA DELLA SCUOLA possa aiutare questa nostra povera scuola che è tra le ultime in Europa, proprio per una triste pigrizia al cambiamento. Grazie ! Anna Sparviero
30/12/2009 14:39
Ritengo che ci sia già -purtroppo- in molte famiglie l'uso di de-responsabilizzare i propri figli, che sia uso e "modo di dire" comune la frase "tanto sono giovani".
Proprio perchè si è giovani bisogna darci dentro, senza trasformare le scuole in centri sociali e gli insegnanti in pedagoghi improvvisati: in fondo gli anni di studio sono quelli, o si diventa docenti preparati o buoni psicologi.
E chi ha studiato entrambe le cose dubito aspiri alla docenza della scuola inferiore (quella delle famose "basi").
Se poi si ritiene far passare il messaggio che tutti vanno capiti, vanno analizzati tenendo conto di condizione famigliare, ceto sociale e problematiche di vario genere, non credo sia giusto ed anzi, porterà la ragazza/o a sentirsi dire, una volta affacciatisi sul mondo del lavoro, "grazie, le faremo sapere".

Francesco M.
14/12/2009 12:06
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