CONCETTI CHIAVE
La iattura dei compiti per le vacanze.
Si ritiene che gli apprendimenti avvenuti durante l'anno scolastico (soprattutto con lo studio domestico) siano davvero ben poco significativi. Gli insegnanti fanno finta di credere che gli alunni amministrino razionalmente i compiti delle vacanze.
Gli studenti più astuti, volitivi, capaci esauriscono nei primi giorni tutti i compiti assegnati.
RIFLESSIONI SUL CONTENUTO
Ho apprezzato l'articolo in tutti i suoi aspetti perché condivido il fatto che i compiti delle vacanze siano una iattura.
Mi ha particolarmente colpito quando dice: "Si ritiene che gli apprendimenti avvenuti durante l'anno scolastico (soprattutto con lo studio domestico) siano davvero ben poco significativi". Secondo me se gli apprendimenti durante l'anno scolastico non sono significativi vuole dire che oltre che colpa degli alunni sarà anche colpa degli insegnanti, perché vuole dire che durante l'anno non li hanno motivati allo studio e invogliati a fare meglio.
FORMULAZIONE DI PROPOSTE
Si potrebbe approfondire meglio il fatto che gli insegnanti delle elementari dedicano gran parte del loro tempo libero alla auto-formazione e all'apprendimento.
ESPRESSIONE DI UN SOGNO
Come sarebbe bello se i compiti delle vacanze fossero facoltativi o che ogni ragazzo si organizzasse un programma estivo per non rimanere indietro sulle materie in cui sa di essere più debole e meno preparato.
IPOTESI DI LAVORO
Da domani si potrebbe cercare di convincere i professori a dare compiti delle vacanze liberi per poi verificare la capacità di autonomia di ogni alunno e renderlo perciò più responsabile.
COMMENTO AUTORE
Condivido le tue riflessioni, Edoardo.
Credo che lo studio comporti inevitabilmente fatica, ma sarebbe tutt’altra cosa se fosse finalizzata alla soluzione di problemi autentici, all’assolvimento di impegni sensati (e non solo tediosa esercitazione, mero obbligo, puro adempimento), in un contesto cognitivamente e affettivamente significativo.
Chissà cosa sarebbero i compiti a casa se anziché la pedante esecuzione dell'ordine magistrale, fossero l'estensione naturale di un impegno che appassiona gli studenti, perché scaturito da una loro ricerca, volta alla soddisfazione di un desiderio, di un bisogno, di un sogno reale, condiviso... Non sarebbero più compiti.
Il procedimento di ficcarsi in testa informazioni per rigettarle a richiesta è quanto di più efficace per disamorare il naturale desiderio di imparare che ciascuno porta con sé.
Ursula Kroeber Le Guin