CONCETTI CHIAVE
Mi ha particolarmente convinto il testo sul gioco che aiuta i giovani: mi sembra una valida alternativa, perché il gioco può svilupparsi con diverse modalità (sport, carte, giochi di gruppo ecc...). Imparare divertendosi mi sembra la cosa migliore perché così facendo a mio avviso i concetti chiave rimangono impressi.
ELEMENTI FORZA E DEBOLEZZE
Mi ha particolarmente colpito il punto in cui il testo dice che il gioco aiuta l'uomo nello sviluppo umano e lo aiuta anche a creare regole e quindi a rispettarle e questo mi sembra molto giusto. Quindi le regole dei giochi da rispettare possono aiutare i giovani a studiare e quindi a rispettare le regole della vita. Però penso che la maggior parte delle attività non possano cambiare completamente la situazione didattica, anche perché forse non tutti i docenti sarebbero disposti a fare molte attività.
RACCONTO DI ESPERIENZE PERSONALI
Io stesso quando ero bambino andavo a scuola al don Bosco e in quell'ambito mi ricordo che si facevano un sacco di attività, soprattutto sportive: ad esempio mi ricordo "Il torneo Ravano", che era un torneo calcistico che vedeva a confronto i bambini di più scuole e questo comunque è un fatto molto positivo, perché lo sport univa i ragazzi.
PICCOLA UTOPIA
Pensando al prossimo futuro sarebbe magnifico se in ambito scolastico si potesse organizzare proprio molteplici attività non solo sportive. L'importante penso che sia che uniscano l'attività di qualsiasi genere allo studio. Infine penso che la scuola abbia fatto già dei progressi e quindi credo che migliorerà ancora soltanto con il passare del tempo.
IL COMMENTO DELL'AUTORE MAURIZIO PARODI
Condivido le tue speranze e le tue "perplessità". È possibile trattare in forma ludica i contenuti delle discipline, di tutte le discipline, ma non siamo preparati a farlo. Ricordo, per esempio, un progetto di insegnamento della "fisica" basato su attività circensi: le leggi che governano i fenomeni naturali apprese usando il corpo e non solo il libro di testo. Chissà quanti studenti "respinti" dalla scuola sarebbero (stati) recuperati allo studio, alla ricerca, alla cultura se i contenuti delle materie più ostiche fossero (stati) affrontati in una forma meno pedante, meno burocratica, meno noiosa.
Purtroppo, la scuola continua a bandire il gioco dalla didattica che, a torto, si ritiene debba essere confinato nello spazio angusto della "ricreazione". La riluttanza a trattare in forma ludica i contenuti dell'insegnamento tradisce una concezione (pseudo)pedagogica ancora gravemente condizionata da un'etica dell'abnegazione (quanto più si soffre tanto più si impara), e segnala la difficoltà dell'adulto a "mettersi in gioco", rinunciando alle (false) sicurezze fornite dal controllo e dall'abitudine.
Sarebbe interessante provare a reperire (cercando, chiedendo...) e segnalare giochi che permettano di acquisire le competenze disciplinari previste dai programmi.
Visto che non hai trattato l'ultimo punto obbligatorio (presentazione di un'ipotesi di lavoro, di una proposta concreta) potresti provare, da solo, con i tuoi compagni, con l'insegnante, rivolgendoti a un esperto... La prossima volta, se vorrai intervenire nuovamente, indica con esattezza il titolo dell'articolo al quale ti riferisci.
Grazie, Simone.
Maurizio Parodi