Ciucianciue. Succhia acciughe. Così ci chamano qui in zona, noi genovesi. Ma se si guardassero allo specchio, mentre bonariamente ci prendono in giro, smetterebbero subito, osservando le buffe smorfie che fanno per dire quella parola.
Per contro, il test di piemontesità doc è costituito dal saper pronunciare in modo fluente e disinvolto la frase ‘dui puvrun bagne' ‘nt l'ori (e speriamo di averlo scritto bene). Traduco per i meno abbienti: due peperoni bagnati nell'olio.
Tradizione vuole che si arroti la R, e pare che il succo del test sia tutto lì: se non sei del posto -dicono- non ci riesci. Illusi! Sarà perché mio nonno era di Campoligure, ma di R arrotate io me ne intendo, quindi... come dire? Genova sta sempre un passo avanti.
Stabilito questo, un po' per celia e un po' per sopravvivere, diciamo pure che acciughe e peperoni sono due pilastri mica da ridere della superba gastronomia piemontese e, quindi, anche cuneese.
E qui vi volevo portare: alla tre giorni enogastronomica Peccati di Gola, che si terrà a Mondovì dal 30 ottobre al primo novembre 2009, in abbinamento alla Fiera Regionale del Tartufo. Mai nome fu più azzeccato. Tutto ciò che allieta gli occhi, il palato e lo stomaco, qui lo trovate: prodotti doc del nostro territorio, ricchissimo, e laboratori di cucina.
La manifestazione si svolge in alto sulla collina di Piazza, ma non preoccupatevi del parcheggio, che lassù certo non abbonda. Potete lasciare l'auto in basso, a Breo, e salire in funicolare, visto che l'hanno appena rimessa in funzione: aveva lavorato così tanto al Raduno degli Alpini, a fine estate, che si era poi dovuta concedere una pausa tecnica di riposo (chiamarlo guasto è brutto, trattandosi di un'anziana signora - sì, ma completamente rimessa a nuovo da un esperto chirurgo solo 3 anni fa), ma è tornata sulla breccia giusto in tempo.
Il biglietto della funicolare, tra l'altro, dà diritto a un ulteriore tagliando-degustazione: l'ingresso a Peccati di Gola è infatti a pagamento (8 Eu) e, insieme a questo, vi verranno consegnati un calice in vetro per la degustazione (provvisto di tasca di tela da mettere al collo) che resterà comunque un gradito ricordo da portare a casa, e 4 tagliandi degustazione per avere un assaggio dei prodotti esposti. Esibendo il biglietto della funicolare, i tagliandi diventeranno 5.
Inoltre, per chi ha poco tempo, e quindi non riuscirebbe a gustarsi appieno la mostra, domenica primo novembre in piazza Maggiore (splendida piazza medioevale) ci sarà il mercato dei prodotti ortofrutticoli locali, da abbinare alle altre leccornie gastronomiche, che si possono trovare anche in un piccolo negozietto sotto i portici.
Così, per tornare a casa con dui puvrun da bagne' ‘nt l'ori... e magari non solo.