«Devi correre più che puoi per restare nello stesso posto» dice la regina rossa ad Alice.
Questa è solo una delle tante frasi di Alice nel paese delle Meraviglie che rendono sempre viva, moderna e scientifica la favola di Carroll.
Matematico e professore di logica, Lewis Carroll si chiamava in realtà Charles Lutwidge Dodgson. Nato a Daresbury (Cheshire, Inghilterra), il 27 gennaio 1832, studiò a Rugby e a Oxford, nel Christ Church College, dove dopo gli studi rimase sino al 1881 come lettore di matematica. Morì a Guildford, nel Surrey, il 14 gennaio del 1898.
Fu oltre che scienziato appassionato fotografo, ma ci è soprattutto noto per le sue capacità di scrittore. Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie spesso accorciato in Alice nel paese delle Meraviglie, è sicuramente uno dei testi più letti, apprezzati e analizzati a vari livelli.
Si dice che Carroll come grande amico, ammiratore e fotografo di bambine, in particolare di Alice Lidden, avesse scritto per lei, pubblicata poi nel 1865, la novella che le aveva raccontato durante una gita in barca.
Le avventure di Alice sono sicuramente una delle fonti a cui più hanno attinto gli scienziati, in particolare i matematici, per citazioni e aforismi con cui iniziare monografie o capitoli di libri. Alice nel paese delle meraviglie, oltre ad intrattenere i bambini e ad aver ispirato uno dei più noti film della Disney, fornisce molti elementi di meditazione filosofica, psicologica, sociale e scientifica.
L'Acquario fa ruotare attorno agli elementi conduttori del libro di Carroll una serie di incontri effettuati nell'ambito del Festival della Scienza. Parliamo del progetto Sulle orme di Alice nel paese della scienza.
Partendo da episodi della novella di Alice nel paese delle meraviglie, si parla di argomenti scientifici e dei loro sviluppi futuri.
La Regina Rossa che dice «Ora, qui, per restare nello stesso posto devi correre più velocemente che puoi» introduce argomenti di adattamento all'ambiente, di evoluzione e di biodiversità. Lo Stregatto che sparisce lasciando il sorriso può suggerire enigmi e paradossi, lo specchio realtà e allucinazioni. Le frasi del Cappellaio matto («È come se tu dicessi che "vedo quello che mangio" è la stessa cosa che dire "mangio quello che vedo"») possono introdurre problemi di logica matematica.
Il fatto che Alice veda una tortina con su scritto "Mangiami!" e una bottiglietta con su scritto "Devimi!", introduce due importanti temi: quello della sicurezza degli alimenti e quello dei farmaci.
Ciò che Alice mangia e beve è l'argomento della seconda conferenza, quella odierna: con Fernanda Perdelli, Adriana Albini e introduzione di Lilia Capocaccia Orsini.
La Professoressa Perdelli discute L'importanza della qualità e sicurezza degli alimenti: l'espansione dell'industria alimentare, basata su una distribuzione su larga scala di prodotti industriali fortemente pubblicizzati, pone nuovi problemi per garantire la sicurezza dell'alimentazione.
Il secondo intervento (Adriana Albini), dal titolo La curiosità di Alice e i farmaci del miracolo, prende spunto dal fatto che ad Alice basta sapere che la bottiglietta non contiene veleno e promette effetti speciali già attraverso i sapori, per decidersi a berne il contenuto. "Bevimi!" è presto detto. Ma la furba Alice pensò : «Un momento, prima devo guardar bene se, per caso, non ci sia un'altra etichetta con scritto "Attenzione veleno"».
La metafora di Alice si adatta alla diffusa necessità "psicologica" di farmaci del miracolo, e a quanto la scienza si trovi divisa tra la pressione della comunicazione e l'esigenza di frenare illusioni e fantasie sull'immediato successo di un nuovo farmaco.
Nella novella Alice consuma biscotti, dolcetti, funghi, tè, e quest'altro tema conduce a raccontare delle reali possibilità che dall'alimentazione si traggano veri e propri farmaci, e comunque un'alimentazione sana sia un allunga-vita.
Lo scopo del progetto Sulle orme di Alice nel paese della scienza, con Alice che si manifesta all'Acquario, attraverso citazioni della novella, è di far capire che la Scienza può essere resa comprensibile sempre e a tutti semplificando il linguaggio senza rinunciare al rigore dei contenuti. Utilizzando ancora una volta le intriganti metafore di Carroll.