Ultimi giorni al Festival di Roma, di nuovo all'insegna dei grandi nomi.
Oggi all'Auditorium sarà la giornata di Meryl Streep, che presenterà la sua ultima commedia Julia & Julia, ma anche e soprattutto dei vampiri di Twilight: si vedranno infatti in anteprima 15 minuti di New Moon, secondo episodio della saga creata da Stephanie Meyer.
Sempre oggi, fuori concorso, sono attesi i fratelli Coen. Il loro nuovo lavoro, A serious man, è una versione grottesca e pop della storia biblica di Giobbe. L'uomo serio del titolo (ma forse sarebbe più corretto tradurre con uomo probo) è un professore di matematica ebreo di Minneapolis che, nonostante la ferma intenzione di condurre una vita retta e dignitosa, si trova ad affrontare una serie infinita di imprevisti.
Il fratello piscologicamente instabile si trasferisce a casa sua; la moglie gli comunica di essere innamorata di un altro uomo e di desiderare il divorzio; uno studente coreano lo accusa di razzismo per un brutto voto; e la cattedra che sta per essergli assegnata in facoltà è messa in discussione da alcune lettere anonime. Nel frattempo il figlio minore lo deruba per comprarsi vecchi dischi in vinile.
La progressiva discesa nella nevrosi è segnata da incubi ricorrenti e da una serie di incontri con rabbini sempre più autorevoli. Che non sanno fare di meglio che tirar fuori metafore assurde (la vita è come un parcheggio) o vecchi racconti (un uomo porta un messaggio scritto sui denti, ma nessuno sa decifrarlo) del tutto privi di senso. Il film diviene allora l'esplorazione di una crisi esistenziale a cui nessuno tipo di autorità è capace di dare un senso, né quella religiosa (i rabbini), né quella civile (gli avvocati).
Il tutto ambientato nella comunità ebrea di Minneapolis, ovvero la cornice in cui Joel ed Etan Coen sono cresciuti, il che conferisce un aspetto marcatamente autobiografico alla storia. Come se i due fratelli prodigio del cinema americano avessero voluto con A serious man indagare le radici culturali del loro terrificante nichilismo (basti vedere i recenti Non è un paese per vecchi e Burn after reading). Affermando una volta per tutte che le risposte alle grandi domande è più facile trovarle nella cultura popolare (il rabbino più anziano che cita i Jefferson Airplane) che nei testi sacri.
Sceneggiato meravigliosamente, recitato ancor meglio (non esistono oggi direttori d'attori paragonabili ai Coen), con evidenti echi del cinema prima maniera di Woody Allen (sia per temi che per caratteri), A serious man è probabilmente meno digeribile di Burn after reading e rischia di lasciare molti spettatori perplessi (vedi il finale, tronco e nero pece). Ma testimonia una maturità e una coerenza intellettuale che fanno dei Coen, insieme ad Allen, i più importanti scrittori del cinema contemporaneo americano.