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Spettacoli
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'Motel Woodstock', 'Bastardi senza gloria', 'La doppia ora'. Il pagellino della settimana |
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| Ang Lee racconta il dietro le quinte del mitico raduno rock. Mentre Tarantino riscrive la Storia secondo le sue regole. Deludente il thriller con Filippo Timi. Di Viaro |
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un'immagine da 'Motel Woodstock'
Motel Woodstock
COMMEDIA, 120'
   
C'è un luogo, e un tempo, in cui può esistere un altro tipo di convivenza civile. E funzionare. In cui un prato di persone che ballano diviene un'onda sonora, un flusso d'energia postiva, che contagia tutto e tutti («Ero venuto per manganellare qualche hippy... ma poi, non so, questa atmosfera...»). In cui la nudità è un codice riconosciuto, che non sposta niente e non turba nulla. In cui il viaggio, il movimento, è un principio non contrattabile. E in cui, se è questo che vi interessa, ci sarà della gente pronta a farci su dei soldi (i vostri). Prendersi Woodstock, come dice il titolo originale, significa fare una scelta. E il film di Ang Lee ricorda, bene, che è sempre una scelta possibile. La fa solo sembrare più a buon mercato di quanto non sia.
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La doppia ora
THRILLER, 95'
   
La doppia ora, tanto per capirsi, sarebbero le 10 e 10, o le 20 e 20. Incroci delle lancette in cui accade l'inspiegabile (Perchè? Boh). Il film di Capotondi vorrebbe rilanciare lo psico-thriller all'italiana raccontando una storia di incubi e risvegli, in cui la realtà è generalmente peggiore del sogno. Ma gli mancano slancio e respiro cinematografico. Troppe idee di riporto (Una pura formalità, Allucinazione perversa), benché il tentativo di mischiare le tonalità del noir (giallo, horror, thriller) resti ammirevole. Bravi i protagonisti, anche se la Coppa Volpi (il premio come migliore attrice) assegnata alla Rappoport al Festival di Venezia è davvero eccessiva.
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Un amore all'improvviso
DRAMMATICO, 112'
   
Idea originale, da un best seller vendutissimo (Mondadori): un uomo ha una anomalia genetica che lo porta a saltare nel tempo, senza controllo. Come si fa ad avere una relazione con un tipo così? Il film scansa le implicazioni farsesche (immaginatevi di scomparire durante un pranzo con la suocera), e si concentra su quelle romantiche. Raccontando il legame che unisce quell'uomo alla donna della sua vita, attraverso una conoscenza che trascura i vincoli d'età. Perché l'amore ha tutto a che fare con il tempo. Il tempo della conoscenza, il tempo della passione, il tempo della pazienza e, soprattutto, quello della perdita. Se invece che metterli in fila, li mischiate, otterrete Il curioso caso di Benjamin Button. O Un amore all'improvviso, che rispetto al film di Fincher ha più misura e altrettanto mestiere.
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Whiteout - Incubo bianco
THRILLER, 98'
   
Immaginatevi La Cosa di Carpenter senza la Cosa. O The last winter di Fessenden senza i fantasmi e il messaggio ecologista. Cosa resterebbe? Resterebbe Whiteout, cioè un thriller di ambientazione antartica, che segue i classici meccanismi della suspance claustrofobica, modello Dieci Piccoli Indiani. Qualcuno massacra gli scienziati di una base polare a colpi di piccozza: chi sarà mai? Kate Beckinsale indaga, pedinando i colleghi, mentre fuori incombe la notte antartica (sei mesi di buio e tempesta). Diremmo senza infamia e senza lode, non fosse che i personaggi entrano ed escono dal quadro generale senza criterio e che la soluzione finale è telefonata. Quindi: più infamia che lode.
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| L'occasione della settimana |
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