Appena tre giorni fa si è tenuta a Roma la manifestazione per la libertà di stampa. Oggi siamo di nuovo qui a parlare di media, per un nuovo fatto molto grave. Sandro Ruotolo, giornalista della trasmissione Annozero, collaboratore storico di Michele Santoro, avrebbe ricevuto una lettera con minacce di morte per sé e i suoi famigliari. Dai dettagli della missiva - consegnata subito alla Polizia di Roma - si evince che il giornalista è stato pedinato. Secondo gli inquirenti non sembra quindi opera di un mitomane. Ruotolo sta lavorando a Palermo per un'inchiesta sulla mafia che deve ancora andare in onda. Dalla lettera emergerebbero anche altri obiettivi, tra i quali Ruotolo sarebbe il secondo. «Continuerò a fare il giornalista con la schiena dritta. Mi fido degli investigatori, quello che loro dicono mi va bene, sono dei professionisti», sono le prime parole di Ruotolo dopo l'accaduto.
Insomma, se è vero che una parte dei cittadini italiani ha perso la capacità di partecipare attivamente alla vita del proprio paese - come è stato evidenziato anche su queste pagine - c'è ancora chi fa il proprio mestiere per tutelare la libertà (di stampa, ma non solo). E lo fa anche per loro. Per questo a Ruotolo e a tutti quelli che fanno il proprio dovere con coraggio, va la nostra solidarietà.