Avete presente quell'attore americano brizzolato, divenuto famoso con una serie televisiva ospedaliera, che nel 2005 ha comprato una villa a Laglio, sul Lago di Como? Credo che sappiate di chi parlo. Da allora le ville sono diventate quattro, e l'attore in questione passa tutte le sue estati in Italia, invitando i suoi amici e colleghi a fare castelli di sabbia e piste per le biglie sulla sua spiaggia privata.
A ben vedere, è lo stesso tizio che da alcuni anni non manca un'edizione del Festival del Cinema di Venezia, presentandosi puntualmente in passerella (nel 2007 con Micheal Clayton, nel 2008 con Burn after reading, nel 2009 con The men who stare at goats). Lo ha fatto anche all'inizio di settembre, nemmeno un mese fa.
Poi naturalmente c'è quell'attore che in estate ha riempito le cronache del gossip con la love story che lo ha legato a una divetta della TV nostrana, dando luogo ad una vera e propria ristrutturazione delle scalette dei TG: cronaca politica, cronaca nera, costume, attore brizzolato, sport, meteo. A ben vedere, si tratta dello stesso attore.
Ci piace anche ricordare l'attore che durante l'ultimo G8 è piombato tra le macerie abruzzesi con un elicottero, mischiandosi tra manifestanti, presidenti, ministri e giornalisti, per stringere mani e baciare vecchiette. L'attore in questione, riconoscibile per la mascella robusta e la tonalità cenere della chioma, ha poi annunciato che per sostenere la ricostruzione, avrebbe presto girato in Abruzzo un film.
L'attore in questione è sempre lui.
Non va nemmeno dimenticato l'attore che ha deciso di firmare una linea di abbigliamento di un celebre marchio italiano della moda, premurandosi di indossarne poi i capi nelle numerose istantanee che lo ritraggono. Sì, sì. Lui.
Ebbene, quell'attore, a quanto pare, sarà protagonista anche dell'imminente Festival Internazionale del Cinema di Roma, di cui è stato da poco annunciato il programma. Il film è Up in the air, ed è firmato da Jason Reitman, che vinse a Roma nel 2007 con Juno. Racconta di un responsabile del personale (leggi tagliatore di teste) di una grande azienda, perennemente in volo di aeroporto in aeroporto e soffocato dallo stress a causa delle conseguenze della crisi finanziaria. Quando deciderà, da un giorno all'altro, di mollare tutto, ci si metterà di mezzo l'amore.
Insomma: altre passerelle, altri flash, altre dichiarazioni, altre strette di mano, qualche bacio.
Viene un sospetto: tra i tanti divi che si nascondo dietro berretti da baseball e occhiali da sole, che aggrediscono paparazzi e ignorano i fan, alimentando il proprio mito e costringendosi alla clandestinità, l'attore brizzolato ha fatto la scelta opposta. Una sovraesposizione mediatica che neutralizzi l'aura mistica del divo, trasformandolo, se non in uno tra tanti, in uno tra molti. Nessuno stupore dunque se lo incontrerete dal macellaio che chiede una lombatina, o magari se rientrerete con un'ora di anticipo dal lavoro e lo troverete in salotto con vostra moglie, che chiacchiera di politica e buoni libri (sì, è una metafora). Lui è così, gli piace la compagnia.
Ma la domanda che proprio non la smette di frullarci in testa è: dove cazzo lo trova il tempo di girare tutti questi film?