BAARIA - Voto: 5
Ribattezzato prontamente Baarilla. Due ore di sketches, alcuni riusciti, altri meno, girati come uno spot della pasta. Con una colonna sonora che ammazzerebbe un toro.
THE ROAD - Voto: 6 1/2
Da McCarthy, che dopo aver raccontato in tutti i suoi romanzi l'Apocalisse in essere, ora racconta il post. Rigoroso quanto il libro, ma senza guizzi. E con un finale stonato.
LIFE DURING WARTIME - Voto: 8
La felicità è l'assenza di pazzia. Da Todd Solondz, ovvero un incrocio tra Woody Allen e il Joker.
PRINCE OF TEARS - Voto: 5
Melò politico made in Taiwan come se ne vedono fin troppi. La morale? "Poveri comunisti". Un po' di sense of humor avrebbe giovato.
LOURDES - Voto: 7
Il più grande luna park del mondo è un luogo sacro. Occhio impassibile, ironia gelida. Ma senza mancare di rispetto a nessuno.
BAD LIUTENANT: PORT OF CALL NEW ORLEANS - Voto: 7 1/2
Cinema anarchico, sfacciato, demente, visionario, senza buoni né cattivi. Tra un film predicatorio e l'altro, una boccata d'aria fresca.
MY SON, MY SON, WHAT HAVE YA DONE - Voto: 7
Dalle parti di Solondz, il secondo film di Herzog è un'istantanea sulla metodica pazzia pop che informa ogni rango della società. L'alienazione ci salverà.
PERSECUTION - Voto: 6 1/2
Lasciarsi amare è molto più difficile che amare. E l'unico modo per comprendersi è abbandonarsi. Due ore di magnifiche chiacchiere.
TETSUO THE BULLET MAN - Voto: 4
Ennesima brodaglia cyberpunk di Tsukamoto, il cui complesso narcisistico inizia ad assumere contorni preoccupanti. Anche basta.
CAPITALISM: A LOVE STORY - Voto: 7 1/2
Matematica della satira e potenzialità satiriche della matematica. Teorema contro il capitalismo tra accademismi, trovate esilaranti e qualche caduta di stile.
WHITE MATERIAL - Voto: 6 1/2
Il legame con la propria terra come principio di identità e memoria, anche in mezzo a una guerra civile. Apologia di una colonialista.
ACCIDENT - Voto: 7-
Ossessioni di un serial killer con mega twist finale. L'immancabile noir di Hong Kong, benedetto da Johnny To, non è né meglio né peggio di tanti altri.
BETWEEN TWO WORLDS - Voto: MAH
Cinema cingalese, sgarrupato e indecifrabile, tra simbolismi misteriosi e suggestioni fiabesche.
LEBANON - Voto: 7
Un altro valzer con Bashir, un'altra richiesta di assoluzione di un regista/reduce, un'altra parabola pacifista. Cinema da camera (l'interno di un carro armato), con belle intuzioni formali ma anche troppi luoghi comuni.
QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA - Voto: 6 1/2
Rivette ha una certa età, e si vede, ma il suo cinema resta delizioso. Palco e Inquadratura, Cinema e Circo, Attore e Personaggio: tutto noto, ma tutto piacevole.
LO SPAZIO BIANCO - Voto: 5
C'è un'idea di regia, non un'idea del mondo o della società. Cinema femminile e femminista inerte e didascalico. E la recitazione è proprio un guaio.
SURVIVAL OF THE DEAD - Voto: 6
Western con zombie che si bulla di un'ideuzza (quando la guerra va avanti da molto non ci sono più ragioni, solo bandiere) per darsi un abito politico. Troppo poco.
IL GRANDE SOGNO - Voto: 4 1/2
Brutta fiction generazionale spacciata per spaccato storico e sociale. Indifendibile.
LA DOPPIA ORA - Voto: 5
Capotondi finge il thiller e poi finisce nel solito dramma romantico minimalista. Perfetto per una seconda serata RAI.
WOMEN WITHOUT MEN - Voto: 7
La storia di tutte le storie di resistenza di un paese che da decenni non smette di combattere con i propri germi totalitaristi. Attraverso gli occhi di 4 donne. Cinema femminile e femminista non inerte né didascalico.
SOUL KITCHEN - Voto: 8-
Non è film da critici militanti, ma è una commedia a orologeria che non sbaglia un colpo. Due fratelli, un ristorante, una fidanzata un po' zoccola, un'imprenditore senza scrupoli e un cuoco pazzo. Con Life during wartime, era l'unica commedia in concorso: averne.
THE TRAVELLER - Voto: 4 1/2
Una donna, sua figlia e sua nipote. E lo stesso uomo che osserva loro e con loro la vita passare. Tre episodi stilizzatissimi e vuoti come una pallina da ping pong.
MR. NOBODY - Voto: 5
Di tutto di più. Le infinite possibilità dell'esistenza, quando compiere una scelta non è necessario. Leggero come una peperonata a mezzanotte e lineare come il filo delle cuffie quando le tenete in fondo allo zaino per una settimana.
A SINGLE MAN - Voto: 8
L'insostenibile bellezza delle pene d'amore. 24 ore prima di un suicidio, un'interminabile tramonto. Un impeccabile manifesto decadentista con un Colin Firth da Coppa Volpi.
E infine, fuori concorso...
VALHALLA RISING - Voto: 10
Tra vichinghi sanguinari e folli crociati in cerca della Terra Santa, un semi-dio pagano incarnato in un danese coperto di cicatrici e tatuaggi, riporta l'ordine attraverso il caos. Cieli scarlatti, mari di sangue e una colonna sonora che garantisce la trance mistica. Mostruoso.