"George, in futuro sposerai un uomo? Sappiamo che hai già fatto coppia fissa con un certo Max". La domanda del giornalista di un portale gay arriva alla Mostra del Cinema di Venezia come una doccia fredda nel corso della conferenza stampa di presentazione del film fuori concorso The man who stare at goats, di Grant Heslov, con George Clooney e Ewan McGregor.
Clooney, che fino a quel momento aveva intrattenuto i giornalisti con battute e sorrisi da vero guascone, per un attimo ha cambiato espressione. Da attore consumato quale è non ha perso la calma, ma il sorriso si è trasformato in smorfia. È stata solo questione di un attimo. George ha risposto prontamente: «ma certo! Grant Heslov ed io ci sposeremo a breve».
Pericolo scampato? Manco per niente. Forse Clooney ha dimenticato che qui in Italia non abbiamo solo pizza, Lago di Como e Canalis. Ci sono anche le Iene di Italia 1. «George! Sposa me! Sposa me!», grida uno dei ragazzi delle Iene spogliandosi di fronte ad un Clooney che questa volta sembra davvero senza parole. George fa sfoggio di tutta la sua innata simpatia: «è davvero imbarazzante vedere una persona che tenta il tutto per tutto pur non avendo speranze. Mi dispiace davvero, però hai davvero una bella cravatta, è anche molto lunga!».
E se sposerà Elisabetta Canalis non glielo chiede nessuno? «Allora George, è vero che ti sposi?». Ci siamo. «Sono vent'anni che faccio l'attore e questa domanda non me l'aveva fatta ancora nessuno... Risponderò come faccio sempre: non so».
Un'altra giornalista è preoccupata perché George ha una mano ingessata. Alcune settimane fa tutti i media nostrani avevano parlato dell'incidente: Clooney si era presentato al pronto soccorso di una clinica svizzera per farsi medicare in compagnia dell'ormai onnipresente Eli (a proposito, lunedì 7 settembre, in una Venezia blindatissima per l'arrivo del presidente venezuelano Hugo Chavez, Clooney e Canalis sono arrivati in elicottero. Questa sera sfileranno insieme sul red carpet). Si era ipotizzato che la ferita fosse stata causata da una caduta in moto. Oggi George smentisce e rivela: «mi sono fatto male stupidamente, rompendo una porta di cartone. In effetti non ne vado troppo orgoglioso».
Finite le domande da gossip, arrivano quelle sul film, che narra la storia di un giornalista (McGregor) volato in Medio Oriente a caccia di scoop. Qui scopre un reparto segreto dell'esercito americano che utilizza facoltà paranormali in campo bellico: tramite lo sviluppo di poteri psichici, i soldati tentano di leggere nella mente dei nemici, di passare attraverso i muri e di uccidere una capra semplicemente fissandola.
«Il film parla di uno stile di vita un po' hippy che mi piace», commenta Clooney, «abbiamo provato una grande gioia nel girarlo. Io, d'altra parte, recito per ridere».
«Il film è tratto dal libro del reporter Jon Ronson, che ha creato un mondo e dei personaggi di cui tutti noi ci siamo innamorati», spiega Helsov. Il regista e Clooney si sono conosciuti nel lontano 1982 ad un corso di recitazione: «ricordo che all'epoca Grant mi aveva anche prestato dei soldi. Scherzi a parte, entrambi traevamo grande ispirazione dai lavori dei fratelli Coen».