Vince al Festival della Lessinia 2009 due premi in un battito di ciglia soltanto, quello del Pubblico e quello della Giuria. A distanza di un anno, la storia filmata a bordo strada della vita di Mario Collino, in arte Prezzemolo, diventa un must del film per tutti.
Un piemontese capace di affascinare le menti dei bambini con giochi antichi come il cucco fatti con le mani ed un pizzico di gioia umana. Collino gira per il Piemonte facendo giocare gli occhi di tutti.
Utilizza le mani per far rivivere vecchi giochi, quasi dimenticati, che riescono a rivivere in un miracolo di semplicità. Perché i giochi in questione sono vecchi come i bambini che ciascuno di noi si porta dentro e perché a giocare siamo tutti capaci. Collino è un'ostetrica del gioco più antico, quello di stare insieme con la fantasia. Difficile, ma se ci sai giocare ti puoi divertire un mondo a far lievitare tappeti e vedere mostri incantati dentro un mare di notte.
Parla in piemontese, ed anche in un buon italiano, quello che sanno parlare ancora i piemontesi di un tempo, bello pulito ed ordinato. Sa far parlare soltanto una lingua dentro i cuori, quella della semplicità. Gastinelli e Pellegrino decidono così di fare un film - perché è un film - su questo antico amico dei giochi di tutto il mondo. L'invenzione sta nel fatto che si fanno raccontare la storia della sua vita, e dei suoi giocattoli, mentre Prezzemolo compie un pellegrinaggio di quattordici ore a piedi verso Sant'Anna di Vinadio in provincia di Cuneo. Un santuario famoso per l'acqua ma anche per la bellezza rocciosa delle sue montagne ed anche perché arrivarci significa aver compiuto un passo verso il cielo che ti sembra di toccare.
È una storia che Prezzemolo racconta ad un ritmo incalzante, e brandendo un bastone da pellegrino, solido come lui. È affascinante camminarci insieme, soprattutto durante le ore notturne chè sembra di fare la stessa strada. Durante quel cammino ti srotola una vita intera e ti accorgi che i giocattoli, i trucchi manuali usati per creare giochi senza pile e senza corrente, sono il mezzo per vivere di più e meglio dentro un mondo che invece si è dimenticato come si fa.
Senza pile e senza corrente è un modo per accendere tante luci dentro gli altri e vederli un po' più sereni, senza tanti problemi, sotto una bolla miracolosa di semplicità. Perchè il miracolo sta appunto nel cercare di riportare a galla, e dentro gli altri, quella fantasia che pile e corrente hanno ucciso e silenziosamente succhiato a tutti noi. Guardare Prezzemolo è un modo per tornare bambini e farsi portare per quasi un'ora in giro da un orco dei boschi. Come diceva Mario Rigoni Stern, bisogna andare per boschi di giorno per dormire meglio la notte. Prezzemolo sembra uno spirito dei boschi, un incantatore con la testa nelle stelle. L'incanto è però concreto e diventa cosa seria, una faccenda seria.
Quando Collino racconta di avere fatto il pellegrinaggio a San Giacomo di Compostella, e di avere camminato per settantadue giorni quasi come nel Medioevo (ossia guadagnandosi di giorno il soldo per andare avanti), si capisce che la fantasia è qualcosa che si può usare anche per vivere. Se in Francia (a Barcellonette) è riuscito a guadagnarsi in un giorno il companatico per tre giorni e tre notti, vuol dire che la fantasia - unita alla semplicità - è un combustibile naturale che sta veramente dentro la gente. Ci vuole soltanto un volano, una piccola molla da schiacciare per farla saltare fuori dalle persone. È questo che Gastinelli e Pellegrino sono riusciti ad imprigionare in una pellicola velocissima, bella da perderci il fiato e sapiente come i grandi vecchi della montagna:la fantasia e Collino che ne ha in abbondanza. Ma non è il solo, perché non ci spiegheremmo certi fenomeni editoriali portentosi come Harry Potter o Il Signore degli Anelli.
Nonostante i computer, i voli iperspaziali e gli iphone, noi uomini restiamo vasi che contengono soprattutto materiale umano. E la fantasia è la nostra migliore arma per sconfiggere il buio. Da sempre.