Alzi la mano chi, leggendo Kerouac, non ha mai sognato un viaggio on the road come Dean Moriarty nel romanzo-manifesto della generazione beat. Dito alzato e voglia di avventura, senza preoccuparsi troppo di dove si dormirà la notte o con chi si passerà parte del percorso. Un modo di viaggiare che ha avuto il suo periodo d’oro negli anni ’70, ma se oggi provassimo a chiedere in giro se esiste ancora, probabilmente ci risponderanno che forse a farlo è rimasto qualche fricchettone in vacanza.
Eppure, facendomi due ricerche in rete, ho scoperto che l'autostop non appartiene affatto al passato. Se provate a digitare la parola "autostop" su Google, vi compariranno una serie di link dell'autostop organizzato: RoadSharing, autostop.it, viavai.com, hitchhikers.org solo per darvi un’idea.
Trovare un passaggio o offrirne (un modo magari per alleggerire le spese di viaggio o per riposarsi nei momenti di stanchezza se viaggiate da soli) è piuttosto semplice. Di solito è necessario iscriversi e inserire il proprio percorso con le date (il consiglio è quello di farlo il prima possibile). Così facendo, riuscirete anche a organizzare un’intera vacanza - che so, un tour dell’Europa? – viaggiando comodamente in macchina, conoscendo gente nuova e risparmiando (spesso chi offre passaggi chiede solo un contributo spese per il carburante).
Se vi trovate in Germania, potreste sentirne parlare con il termine locale Trampen, così come Liften nei Paesi Bassi o Liftning in Svezia. Nei paesi di lingua inglese è invece totalmente sostituito dal termine Hitchhiking o con l’espressione thumbing up a ride.
Un piccolo consiglio di viaggio per evitare grane durante i vostri spostamenti: in Italia l'autostop è vietato in alcune zone a scorrimento veloce. Niente dito alzato agli imbocchi autostradali, dunque.
Sempre online scopro che l'autostop è diffuso anche fra i pendolari, un modo non solo per risparmiare ma anche per ridurre le auto in circolazione e di conseguenza il traffico nelle ore di punta e lo smog. Una volta creato il giusto giro di passaggi, il gioco è fatto.