Ed eccoci finalmente a Friburgo, capitale della foresta nera. Eh sì, cari miei ventiquattro lettori e mezzo, il vostro gufo è giunto in questa bella città tedesca da Bad Krozingen dove sta passando un po' di tempo per un pit stop personale.
Oddio, non che ci voglia grande fatica, da Bad a Friburgo son solo 20 chilometri. Ma il paesaggio umano cambia radicalmente. A Bad, città termale, son tutti anziani e piuttosto acciaccati. Invece a Friburgo, sede di una antica e famosa università, la gran maggioranza sono giovani e ti si allarga il cuore alla vista di tante belle ragazze che girano per la città. E poi anche tanti bambini. Li vedi nei loro passeggini oppure in carrettini agganciati come dei rimorchietti alla bici di un genitore. A dir la verità questo sistema subito mi ha lasciato un po' perplesso perché i rimorchietti, ancorché abbiano un'asta con bandierina che ne segnala la presenza, sono bassi e, a mio avviso, il rischio di non vederli da parte di un automobilista, magari un po' distratto, esiste. Ma qui sono molto usati e non risultano infanticidi particolari.
Si diceva di Friburgo. Molto bella la cattedrale in stile gotico con piazza annessa, circondata da palazzi degni di nota e molto particolari. Come particolari sono, nella città vecchia, i canaletti ai lati delle strade a delimitare carreggiata da marciapiede, dove scorre acqua che in passato serviva per le officine e le botteghe artigiane poste nella parte bassa della città.
Fatevi una passeggiata per Kaiserjosefstrasse, arteria principale della zona pedonale, attraversata solo da pittoreschi tramway, osservate i ricchi negozi di vestiario, di oreficeria e di altro che su di essa s'affacciano e poi perdetevi per le vie e viette adiacenti. Scoprirete senz'altro angoletti caratteristici e ristoranti e bar di ogni tipo e genere.
Fra tanti, il vostro gufo vi segnala l'UC Cafè o Uni-Cafè od anche Caffè dell'università in Universitaetstrasse, locale grande con ampio dehors sempre pieno di più o meno sfaccendati studenti. Se riuscite a prendere posto, potete ordinare quello che volete ad ogni momento della giornata: la cucina è sempre in funzione. Buone le crêpes, buone e grandi le scaloppe di maiale, prezzo contenuto e servizio gentile.
Barriere architettoniche non ve ne sono, ma, ahimé, i bagni si trovano alla fine di una ripida scala e sto notando che purtroppo quella di piazzare le ‘toiletten' in cantina, con accesso a dir poco arduo, è una brutta abitudine di molti locali della zona.