Il secondo giorno dopo l'annuncio di Beppe Grillo di voler concorrere alle primarie del Partito Democratico, il polverone mediatico non accenna a sgonfiarsi.
Dopo le dichiarazioni molto critiche del sindaco Marta Vincenzi («Grillo è un bombarolo della politica»), parole cui hanno fatto eco quelle di Paolo Villaggio da Giffoni («usa lo stesso linguaggio della Lega»), abbiamo chiesto ad alcuni esponenti di spicco del panorama genovese cosa pensano dell'iniziativa. Trattandosi di un comico che scende in politica, abbiamo privilegiato proprio le dichiarazioni di comici e politici.
Carlo Rognoni, ex-direttore de Il Secolo XIX, Panorama ed Epoca, e più volte in Parlamento come deputato e senatore dei DS, pone la necessità di distinguere la natura delle intenzioni: «Se quella di Grillo è una provocazione, come io penso, alle provocazioni si risponde sorridendo: se vuole dirci che il partito dorme, cerchiamo di rispondere in modo costruttivo. Se invece fa sul serio, deve dimostrarlo: accettare lo statuto, adempiere a tutte le pratiche e, in pratica, cambiare vita.»
Più critico l'Assessore alla Cultura di Genova, Andrea Ranieri, che allarga la prospettiva. «Il problema è lo statuto. Il congresso dovrebbe servire a discutere le idee, e da quelle dovrebbero conseguire i candidati. Così com'è, invece, il suo scopo è direttamente la scelta del segretario. In questo modo si irrigidisce il dibattito politico interno e si presta il fianco alle scorrerie più incredibili, come quella di Grillo. Insomma, il congresso non è più una cosa seria.»
Passando al fronte degli spettacoli abbiamo ascoltato alcune voci di prestigio del cabaret televisivo e teatrale.
Irresistibile Dario Vergassola: «Fare confusione all'interno del PD in un momento come questo è come picchiare uno che fa la cacca. Da una parte la proposta di Grillo mi diverte, dall'altra era forse meglio se annunciava di volersi iscrivere al Partito della Libertà...».
Lapidaria la iena Luca Bizzarri, che non dissimula comunque il suo appoggio al comico genovese: «Grillo al PD è uno di quelli che mi fa meno ridere...».
Infine, Enrique Balbontin: «La prima cosa che direi a Grillo è che, come si suol dire, fa ancora a tempo a "togliere il culo dalla siringa"...
Ma credo che sia giunto alla conclusione che se vuoi combattere il nemico, devi combatterlo dall'interno. Considerato che non ti puoi mai fidare del potere istituzionale, l'unica politica possibile è quella del gesto civile, dell'impegno quotidiano e personale, anche in un ambiente particolarmente "svantaggioso" come quello politico. E di certo non penso possano esserci ombre sulla pulizia dell'impegno civile di Grillo, che non ha bisogno di pubblicità mediatica a secondi fini».