Lo scorso venerdi 3 luglio attraverso le Langhe, al tramonto. Sullo sfondo le Alpi Liguri, ancora con qualche baffo di neve, in primo piano le infinite colline con l'incredibile geometria dei loro rigogliosi vigneti: così semplice, perfetta ed elementare da ricordare un quadro naif, davvero da vedere.
Mi tornano in mente i disegni di esempio che avevo fatto a mio figlio in terza elementare, per spiegargli le coltivazioni di collina, disposte a fascia, a dorsale, a cavalcapoggio: se invece di tante parole, il maestro avesse portato le foto di tre vigneti langaroli, i bambini avrebbero capito subito, ma evidentemente né lui né io ci abbiamo pensato.
La tappa è una cena presso il Grill Garden di Fontanafredda a Serralunga. L'azienda vinicola, già proprietà dei Conti di Mirafiori, ora appartiene ad una fondazione bancaria e a due imprenditori, ed è stata segnalata nel luglio 2008 dalla rivista americana Wine&Spirits tra le migliori 100 cantine del mondo.
Il Grill Garden è il più grande barbecue a brace di legna d'Italia, su cui vengono grigliate le eccellenze di Eataly e in particolare (ma non solo) la carne cuneese selezionata, e il tutto è accompagnato da vini, salumi e formaggi del territorio.
Questo per chi volesse farci un giro; ma l' intendimento è di parlare anche d'altro. Tutta la Langa, ed i limitrofi Roero ed Astigiano, grondano di Fenogliana memoria.
A riprova di questo, conosco un signore del vicino territorio astigiano, che mi segnala un libro scritto da un inglese, il radiotelegrafista William (Bill) Pickering, volontario di guerra, giovanissimo partigiano presso Cisterna d'Asti a fine inverno del '45. A Bill e al suo gruppo i tedeschi avevano appioppato un soprannome: tornato in patria, egli scrive un libro intitolato appunto I Banditi della Cisterna.
Nel gennaio del 2005 (pensate ai casi della vita) una copia del volume - di cui ignorava l'esistenza - viene acquistata all'aeroporto di Londra dall' ing. Chiaffredo Bellero, proprio uno dei Banditi di Cisterna, che ormai vive a Miami negli U.S.A. Rivive in un attimo tutte le avventure di lotta partigiana, traduce il libro in italiano e un bel giorno torna al paese della sua giovinezza, S. Damiano d'Asti, limitrofo di Cisterna, con la traduzione e le integrazioni al testo: qui incontra il dott. Cerrato, Difensore Civico del Comune, che lo aiuta a prendere i contatti necessari per la pubblicazione.
Questo medesimo signore è il mio vicino di tavolo, in questa bella grigliata langarola di classe, e - dopo avermene parlato - mi regala il libro, di cui ha una copia in auto: lo leggerò al più presto, perché le storie vere son sempre le migliori.
E se vi ho messo un po' di curiosità, come spero, son certa che prima o poi qualcuno di voi lo leggerà e magari in autunno (tempo di shopping enogastronomico per eccellenza) farà anche un giro fino a Cisterna e al suo castello, che racchiude tra l'altro un interessantissimo Museo Arti e Mestieri di un tempo, definito dai locali «la loro piccola vendetta»: infatti, dominati per secoli dai Signori del castello, hanno trasferito in esso tutti quegli attrezzi (oltre cinquemila pezzi) impregnati di sudore e fatica, che i nobili guardavano con sprezzante indifferenza.