Si aggiunge ai lutti degli ultimi giorni (Michael Jackson e Farrah Fawcett), la scomparsa di Pina (nata Philippine) Bausch, coreografa tedesca che ci lascia a soli 68 anni, (Solingen - 27 luglio 1940) dopo aver rivoluzionato l'immaginario estetico non solo della danza ma del fare teatro in modo totale. Altro grande nome nel panorama artistico mondiale, dal 1973 alla guida del Tanztheater Wuppertal con sede a Wuppertal in Germania, solo cinque giorni fa le avevano diagnosticato un tumore. È la danza in particolare, ma ripeto il mondo tutto del teatro e dell'arte, a piangere una maestra indiscussa, un punto di riferimento per la ricerca meticolosa, audace e straordinariamente innovativa presentata sui palcoscenici di tutto il mondo.
E così a Spoleto, al Festival dei Due Mondi, (unica data italiana per il 2009 della compagnia) il corpo di ballo della coreografa andrà in scena - al Teatro Nuovo dal 4 al 6 luglio - senza di lei con una creazione del 2007 Bamboo Blues, in anteprima nazionale. Uno spettacolo ispirato alla cultura indiana e nato dai viaggi della coreografa tedesca in India tra il 1979 e il 2006, quando si fermò con la sua Compagnia a Calcutta e nel Kerala.
Legato a Spoleto il suo esordio in Italia, nel 1967 quando vi partecipa con il partner - prima maestro - Jean Cebron e ancora nel '69 quando è già direttrice del Folkwang Ballet.
Formatasi alla Folkwang Hochschule di Essen, diretta da Kurt Jooss, dove a soli 15 anni la Bausch apprende i rudimenti dell'Ausdruckstanz (danza espressionista), prosegue poi a New York, alla Juillard School of Music, e incontrando maestri come Josè Limon, Paul Tylor e Antony Tudor, che la farà entrare nel Metropolitan Opera Ballet.
Tra i suoi lavori è impossibile dimenticare l'opera seminale Blaubart, coreografia costruita su un tappetto di foglie secche, Café Müller (1978) con cui si impone come artista rivoluzionaria e innovativa a livello internazionale, capace di coniugare movimento, suoni, voci, risate e corpi dei suoi danzatori in un originalissima costruzione. Recentemente a Genova aveva portato un'altra creazione diventata cult Kontakthof.
Così come tra i premi e i riconoscimenti vanno ricordati a partire dal più recente, nel 2007, dalla Biennale Danza di Venezia il Leone d'oro alla carriera, nel 2006 la nomina a direttrice onoraria dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma e il il Laurence Olivier Award a Londra, mentre è del 2003, la nomina a Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'onore a Parigi.