Ma davvero le ceneri di Cristoforo Colombo sono a Pavia? Tra le numerose informazioni turistiche della città lombarda, oltre alla famosa Certosa fondata nel 1396, alla Cattedrale, alla Basilica di San Michele, alla Chiesa di San Pietro in Ciel d'Ora, al Castello Visconteo, viene detto che a Pavia nella Biblioteca Universitaria Centrale sono conservate le ceneri di Cristoforo Colombo.
In questa importante Università (fondata dall'imperatore Lotario nell'825, una delle più antiche d'Europa, dove hanno insegnato intellettuali del calibro di Ugo Foscolo, Lorenzo Valla, Vincenzo Monti, San Carlo Borromeo, Alessandro Volta, Carlo Rubbia e Luigi Cavalli-Sforza), si dice ci siano il testamento, le ceneri e alcuni frammenti ossei di Cristoforo Colombo.
Le ceneri con le reliquie sono conservate in una piramidetta, a sua volta dentro una teca di cristallo. Nel libro Cristoforo Colombo e le sue ceneri scritto da Monsignor Rocco Cocchia - edito nel 1892 in circostanza del IV centenario della scoperta dell'America - reperibile su Internet, si trova tutta la storia.
Le ceneri di Colombo arrivarono a Pavia dopo che furono divise in tre parti dal console di Santo Domingo, Luigi Cambiaso, che le ottenne su sua richiesta. Una parte delle ceneri fu inviata a Genova, dove si conservano in un'urna a Palazzo Tursi - sede del Municipio; una parte fu mandata in Venezuela, che era la prima terraferma che scoprì Cristoforo Colombo, e l'altra fu spedita erroneamente a Pavia, perché si credeva che il grande navigatore avesse studiato in quella famosa Università.
Cristoforo Colombo morì, sembra per insufficienza cardiaca a causa della gotta, il 20 maggio 1506, dopo avere ricevuto i sacramenti, vicino ai suoi due figli, suo fratello Diego e pochi amici. Il 21 maggio fu sepolto nella cappella di Santa María de la Antigua, nella chiesa di San Francesco a Valladolid. Nessuna autorità fu presente al funerale, che passò inavvertito alla maggioranza della gente ed anche alla cronaca.
Poi ci furono diversi spostamenti della salma. Dopo la morte dell'altro fratello Bartolomeo nel 1515 a Santo Domingo (sepolto nella chiesa di San Francesco a Santo Domingo) con la morte di Diego nel 1521, figlio dell'Ammiraglio Cristoforo, nel corso di oltre 20 anni tutti i resti dei discendenti di Colombo giunsero a Santo Domingo. I resti di Cristoforo Colombo giunsero a Santo Domingo nel 1541 e furono collocati nella cappella dell'altare maggiore della cattedrale di San Francesco.
Ma Colombo studiò veramente a Pavia? Questi resti a Pavia sono serviti nel 2007, a una giovane ricercatrice di nome Natalia Lugli, a stabilire che Cristoforo Colombo è italiano e lombardo. Il suo lavoro, basato su oltre 100 analisi del Dna tratto dalla saliva di altrettanti uomini - piemontesi, liguri e lombardi - con cognome Colombo, avrebbe dimostrato che il grande navigatore era lombardo in quanto lombarda è l'origine del suo cognome. Ecco allora che la permanenza di Colombo a Pavia è veritiera.
Ma la storia di Cristoforo Colombo non finisce e ci riserva sempre nuove sorprese. Alcuni anni fa il giornalista Sisto Capra, della Provincia pavese, sostenne che lo scopritore dell'America non nacque da un oscuro operaio della lana di Genova, come si è sempre sostenuto in Italia, o da un principe di Granada, come si dice in Spagna, ma fu figlio naturale di papa Innocenzo VIII e di una nobildonna. E i suoi destini sono strettamente intrecciati con Pavia. Egli avrebbe studiato alla Certosa tra i 12 e i 14 anni di età, cioè tra il 1458 e il 1461.
E Genova? E Cogoleto, altro luogo che ne vanta i natali? A questo punto forse basterebbe una frase di James Joyce a smontare tutto: «Cristoforo Colombo, come tutti sanno, è onorato dai posteri perché fu l'ultimo a scoprire l'America». Ancora meglio il commento lapidario di Sean Connery: «se l'America fosse stata scoperta tante volte quante l'ho scoperta io, nessuno si ricorderebbe di Cristoforo Colombo».