mongolfiere a Mondovì
In questa stagione faccio un po’ fatica ad alzarmi presto: dev’essere l’estate che incalza. Già mercoledì sera ho smoccolato parecchio, perché ero appena tornata da alcuni giorni di delizioso relax ad Ischia, ed ho trovato noioso svuotar la valigia e sistemare le cose, per non parlare della sorpresa di non avere la connessione rete, per problemi di manutenzione dell’operatore che fornisce il servizio. Insomma, è stato un brusco ritorno alla routine, e il mattino dopo certo l’alzarsi alle 6.30 per accompagnare mio figlio all’ultimo giorno di scuola non ha contribuito al mio buonumore.
Ma arrivo all’imbocco del viale di Frabosa e mi si apre la vista sulla valle, col sole che illumina le cime tra la foschia, e… cosa sono tutte quelle cose in aria? Mongolfiere! Già, stando lontana alcuni giorni mi ero dimenticata delle Olimpiadi dell’Aria, organizzate proprio nella settimana dal 7 al 14 giugno nei cieli di Torino, Collegno, Avigliana e Mondovì. Tradotto in cifre: oltre quattrocento partecipanti appartenenti a dieci differenti specialità aeronautiche. In dettaglio: 25 titoli da assegnare, tra volo a vela (alianti), mongolfiere, deltaplano, parapendio, paracadutismo, acrobazia aerea, elicotteri, ultraleggeri, aeromodellismo e experimental.
Partecipanti: semplicemente i migliori al mondo. E quando vi dico che Mondovi e dintorni hanno risorse per attrarre il turismo di ogni settore, mica scherzo, no? Il prestigio acquisito negli anni dalla città grazie alla scuola di volo, che attira partecipanti da tutta Europa per il tradizionale raduno internazionale dell’Epifania è supportato dalle strutture, che si stanno riqualificando velocissimamente per offrire tutto ciò che il viaggiatore di oggi richiede in termini di qualità del servizio.
È una bella cosa, perché ancora una decina di anni fa il Piemonte era considerato debolmente turistico, quasi in fondo alla classifica delle regioni italiane, mentre attualmente si colloca tra le primissime, e le montagne del cuneese sono uno degli elementi trainanti del successo, insieme alle città d’arte e ai laghi. E allora? E allora lancio il mio personale sasso nello stagno: in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino è stata redatta una guida della Lonely Planet, Piemonte, appunto.
Come è nel loro costume, i giornalisti vennero in privato (ma temo che abbiano scelto una giornata uggiosa e triste) a visitare la città, senza fanfara e senza stendardo, girarono, ripartirono e scrissero che Mondovì non vale la visita. Orribile, tranchant e ingiusto, anche. Dovrebbero tornare in una spettacolare giornata di sole, come oggi, a vedere il mondo dall’alto della Torre Civica! Ma occorrerebbe anche che le bellezze artistiche locali fossero più pubblicizzate e fruibili.
|