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I misteri del Santuario della beata Vergine delle Grazie

 
Nella chiesa di Curtatone, a pochi chilometri da Mantova, tante curiosità. C'è un coccodrillo appeso al muro. E 55 statue in cartapesta. Di Giorgio Boratto, dalla community
 
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06 giugno 2009
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di Giorgio Boratto
   

Oltre al coccodrillo nostrano, che si conserva nel Santuario di Nostra Signora di Montallegro, cui è certa la provenienza e il perché si trova lì - un ex voto per scampato pericolo di due viaggiatori in Africa (mentelocale.it ne aveva già parlato) - presso il Santuario della beata Vergine delle Grazie si può vedere un coccodrillo mummificato appeso al soffitto.
Come questo coccodrillo vero sia finito lì resta un mistero. Questa chiesa, che si trova a sette chilometri da Mantova in un piccolo paese sulle rive del Mincio, Curtatone, fu costruita tra il 1399 e il 1406 per ordine di Francesco Gonzaga come ringraziamento alla Madonna per l'intercessione che risparmiò la città da una epidemia di peste; arricchendosi grazie a continue donazioni, è divenuto un frequentato santuario mariano.

In realtà la zona, come tutto il territorio della provincia, era sede di un intenso culto mariano che affondava le sue radici in tradizioni contadine di origine pagana. In un'area lacustre e paludosa, i lavoratori erano costretti a disputare alle acque le zolle su cui basavano la propria ricchezza, in un alternarsi di fertilità e di malattie, di inondazioni e di raccolti. La fede cristiana si univa dunque alle preghiere, che ancora venivano rivolte agli antichi dei della vegetazione e alla Luna, signora dei cicli della nascita e della morte. In questo contesto si innesta la figura della Vergine, che riassume le aspettative miracolistiche delle genti padane.

Oggi la frequentazione consueta dei mantovani (è ancora diffuso il voto di partire per una lunga camminata dopo aver raggiunto qualche difficile obiettivo) conosce nelle giornate di Ferragosto un momento di genuino entusiasmo popolare, in occasione della festa dei Madonnari, che dipingono sull'ampio selciato antistante opere di intonazione sacra o profana. Allora rivive lo spirito delle antiche sagre.
Oltre al succitato coccodrillo, la chiesa nasconde altre curiosità: su un'impalcatura lignea sono allineare ben 55 statue in cartapesta e vari materiali (legno, cera, gesso, gomma arabica e stucco): una sequenza straordinaria di figure tra l'orrido e il sublime. Queste statue sono antichi ex voto che raccontano i miracoli ricevuti. Una serie grandguignolesca unica: soldati, commercianti, paesani, autorità civili ed ecclesiastiche: tutti personaggi usciti da situazioni disastrose per Grazia Ricevuta; ogni grazia ha una scritta. Ad esempio, per l'impiccato abbiamo la dedica: Io veggo e temo ancor lo stretto laccio; ma quando penso che tu l'hai disciolto ribenedico il tuo pietoso braccio. Ancora per il ghigliottinato: Per mio delitto condannato a morte, e invan datomi un colpo il giustiziere l'altro sostenne por tua destra forte.

Una chiesa piena di misteri e atmosfere inquietanti che Bernardo Bertolucci ha colto bene ambientandovi, nel film Novecento, la scena notturna in cui Attila, il fattore fascistissimo (Donald Sutherland), ottiene i soldi dagli agrari padani tutti qui riuniti.
Incredibilmente di coccodrilli penzolanti nelle chiese ce ne sono molti. Io ho descritto quello del Santuario delle Grazie a Curtatone, ma ce n'è uno anche nella Parrocchiale di Santa Maria Annunziata delle Lacrime a Campolongo di Ponte Nossa, meglio nota come la chiesa della Madonna delle Lacrime. Saranno per caso quelle di coccodrillo? Il coccodrillo anche qui è appeso al soffitto. Anche qui permane il mistero di come sia finito lì. Ancora possiamo trovare dei coccodrilli imbalsamati a Macerata presso la chiesa di Santa Maria delle Vergini.

Un cranio di coccodrillo, o grosso serpente, è invece conservato nel convento della SS. Trinità nel comune di Santa Flora, in provincia di Grosseto.
Ad Almenno, un centro abitato di origini remote, nella chiesa di San Giorgio, già esistente prima del Mille e rifatta in parte nel sec. XII, sotto il soffitto ligneo dell'abside è appesa una enorme costola animale, lunga 2.60 metri. Secondo la tradizione, apparteneva a una gigantesca bestia sconosciuta catturata nel vicino fiume Brembo. Il trofeo si prestava bene ad essere custodito in una chiesa con titolare San Giorgio, il famoso vincitore del drago.
A spiegare la quantità di reperti appesi nelle chiese, oltre agli oggetti PGR (Per Grazia Ricevuta) ci sono le leggende che danno diverse spiegazioni, ma ognuna poi è lasciata libera alla fantasia popolare e questa trasforma i coccodrilli in draghi, in animali mitologici che al par del tacchino portano con loro tutto il Male.

 
 
 
 
 
 
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