La febbre sale, ma non è quella gialla, per cui mi è stato detto di vaccinarmi, è quella per la mia prossima partenza per il Senegal. È da tempo che volevo fare un viaggio in Africa; volevo fare esperienza sul mal d'Africa: quella strana sensazione che si prova quando si arriva su quel continente e poi si riparte; così ora con mia moglie Anna partiamo. La partenza è prevista per sabato 2 maggio e la destinazione è Bayakh: precisamente il residence Guy Bara, un villaggio a 50 km da Dakar, la capitale del Senegal, celebre come arrivo della famosa Parigi Dakar. Appunto.
La decisione definitiva di scegliere il Senegal come luogo per conoscere l'Africa è nata dopo la richiesta di una conferma d'amicizia su Facebook: è Vanna, che non conoscevo, che mi chiede di diventare amica... c'era un amico comune, ed io non ho mai ignorato al momento nessuna richiesta. Ho confermato. Ed ecco che vengo a sapere che Vanna vive dal 2000 in Senegal e gestisce un Bed&Breakfast: il Guy Bara residence. Con Vanna inizio uno scambio di informazioni e lei è tranquillizzante, dove vive è un luogo bellissimo: una casa accogliente circondata da un frutteto e una piccola piscina. Benissimo. Trovato un passaggio aereo abbastanza conveniente non ci resta che partire.
Per scrupolo mi informo per le vaccinazioni, e anche se Vanna mi garantisce che non esiste nessun pericolo di malaria, ascoltando l'ufficio di medicina del viaggiatore di via Archimede vengo messo in allarme: dovremmo fare il vaccino per la febbre gialla e come minimo una profilassi antimalarica. Il Senegal è pericoloso come gran parte dell'Africa nera.
Avrei dovuto fare il vaccino una decina di giorni fa e allora non mi rimane che interpellare il medico di famiglia: il consiglio è prendere da subito il malarone, una terapia antimalarica che dovrebbe fare da scudo. Con il malarone non ci sono effetti collaterali, come il vaccino che potrebbe provocare febbre, ma l'effetto malore avviene in farmacia: 55,70 Eu la confezione e a noi ne servono due... ammazzate oh!
Visitare l'Africa, per me e Anna, è anche un desiderio nato dalla lettura di un libro fantastico: Ebano di Ryszard Kapuscinski. In quel libro si descrive il continente nero, attraverso molti reportage delle varie realtà che compongono gli stati astratti di questo continente. Stati astratti per quanto riguarda i confini geo-politici, ma profondamente reali per ciò che concerne la natura, quella soprattutto umana, che ci riporta al mito, alle origini della psiche e della società umana. Per Kapuscinski l'Africa in realtà non esiste; esiste la sua denominazione geografica, ma per il resto è un oceano, un cosmo vario e ricchissimo, un pianeta a sé stante. L'Africa è il luogo dove Kapuscinski riconosce l’essenzialità delle cose e della vita: un albero e la sua ombra, come l’acqua, sono una ricchezza inestimabile. Dove c'è un albero sotto ci possono sostare gli uomini; può crescere un villaggio: l'ombra è un bene; dove il sole riesce ad uccidere, l'ombra è un nutrimento. Con queste premesse che l'uomo ha dimenticato, possiamo affermare che oltre alla nostra origine, l'Africa può rappresentare anche il nostro futuro. Non mi resta che andare a prendere un breve assaggio di Africa... e poi il Senegal ha come simbolo un grande albero: il baobab. A risentirci.