Anni e anni di ricerca spasmodica per trovare spazi e sponsor.
Ma ora sembra che
Andrea Liberovici ci sia riuscito, il teatro che ha tanto desiderato sta per prendere vita nel bel mezzo del ponente cittadino, anche se ci rassicura: «Non sarà casa mia».
Liberovici autore teatrale, regista, musicista, nonché attore, sta per realizzare un altro progetto importante: un teatro tecnologico a Voltri. Un'idea che nasce dopo anni di esperienze artistiche tra cui la rilettura, insieme a
Edoardo Sanguineti, di Shakespeare e di altri grandi classici. Tra questi anche Pirandello, di cui andrà in scena a fine stagione
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Saranno gli spazi dell'
ex Ilva Cerusa, una fabbrica dei primi del 900 ormai considerata archeologia industriale, ad ospitare il nuovo polo teatrale. Enormi capannoni posizionati all'estremo confine ovest della città, 1.800 metri quadri in cui l'arte e le nuove tecnologie si integreranno, dando vita ad uno strano luogo, in bilico tra vecchie tavole teatrali e computer.
I progetti per la ristrutturazione dell'edificio sono già pronti, grazie al lavoro di Liberovici stesso e dell'architetto Vittorio Grattarola. L'unica cosa che ancora manca, anche se non del tutto, sono i soldi che in parte saranno procurati dalla Società Sviluppo Genova e in parte si spera di recuperarli con i finanziamenti pubblici in arrivo per il 2004 e con quelli del Ministero relativi ai Teatri Stabili di Innovazione.
«Non penso a questo teatro come ad uno spazio tradizionale - spiega Liberovici - ma come un luogo in cui troveranno spazio tre o quattro importanti eventi teatrali a stagione. Ad essi si aggiungerà l'attività formativa legata alle nuove tecnologie applicate all'arte cinematografica, musicale e teatrale, ed un uso degli spazi per set cinematografici, televisivi e sale di posa. Uno spazio polivalente, quindi, in cui poter produrre spettacoli, ospitare compagnie straniere e invitare personalità della cultura e dello spettacolo per l'attività di formazione: una struttura in grado di cambiare forma secondo la necessità».
Insomma, la grande scommessa che sta dietro al teatro-camaleonte di Liberovici è la rivalutazione del ponente genovese in concomitanza con il boom tecnologico che interessa quella parte di città. Inoltre Genova potrebbe diventare un punto di riferimento nazionale per quanto riguarda le nuove tecnologie applicate all'arte della scena e del set.