CHE - L'Argentino
BIOGRAFICO, 131'




Come spesso accade, coincidenze produttive favoriscono l'emersione di nuovi sottogeneri: diviso in due segmenti proprio come Nemico Pubblico N.1, Che (la prima parte, dedicata alla campagna cubana, è appena uscita; la seconda, che ruota attorno alle imprese in Bolivia, uscirà il 30 aprile) forma con il titolo succitato un dittico omogeneo che definisce una tendenza, quella dell'action biopic, ovvero del cinema biografico che si propone di definire un profilo storico mediante la "pura" messa in scena delle imprese del protagonista. Opere piene d'azione, poco scritte e molto recitate, affidate a volti forti (lì Cassel, qui Del Toro) e al racconto di un pugno di imprese (eroiche, criminali o in bilico tra le due). Un tentativo di oggettivazione del personaggio che rischia di attirarsi l'accusa di agiografia (sta succedendo ad entrambi i film) ma che di sicuro ha il merito di non cadere in facili (e un po' fuori luogo) ciance ideologiche a beneficio di una "rappresentazione" curata e appassionante.
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Duplicity
THRILLER, 129'




Territorio poco battuto, almeno di recente, quello del giallo-rosa, ma con illustri antenati. Qui la grammatica è quella dei tre Ocean's di Soderbergh, mentre la sintassi ingarbuglia un gran numero di assi temporali con l'obiettivo di scoprire le carte del racconto un po' alla volta, e rendere più saporiti i twist. Purtroppo l'esito è imperfetto: i più scafati leggeranno con buon anticipo tutti i colpi di scena, mentre i pigri si ritroveranno solo con un gran mal di testa. Gilroy, dopo Micheal Clayton (che non era mica da buttare), indaga ancora le magagne delle multinazionali, dedicandosi stavolta allo spionaggio industriale. Ultra cool l'accopiata Roberts-Owen: ai punti vince la prima.
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Mostri contro Alieni
ANIMAZIONE, 94'




Il problema (almeno per ora) di quest'ondata di cinema in 3D che dovrebbe mettere al tappeto la pirateria, è che l'immagine tridimensionale è poco luminosa. Non chiedetemi perché: tant'è. Mostri contro alieni cavalca la moda dei cartoon ad alto tasso di demenzialità (Madagascar, L'era glaciale) lanciata una decade fa con ben altri esiti da Shrek. Diverte senza sconti per metà (tutta l'introduzione, descrittiva di ambienti e personaggi, è esilarante) poi si perde in un caos di enormità narrative. Peccato perché il potenziale dei caratteri introdotti era ottimo. Ma anche l'animazione bisogna saperla scrivere.
Nota a margine: il film è proiettato in 3D solo nei cinema predisposti. Conviene informarsi prima...
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Io & Marley
COMMEDIA, 120'




Commedia col pizzicore in fondo, Io & Marley (firmata dallo stesso regista de Il diavolo veste Prada) è un film progettato per addomesticare i cuori gentili: cane piccolo e buffo diventa cane giocherellone e casinista e infine cane morente. Tutti i trucchi più triti del cinema conservatore e familista un tanto al chilo, qui ci sono.
Due giornalisti riescono, non si sa come, a mantenersi, e mantenere pure tre figli e il Marley del titolo, in un cottage che sembra un castello. Con uno stipendio solo. Gli anni passano e l'amore permette di superare ogni difficoltà. Edificante, e vuoto come lo spazio profondo.
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I mostri oggi
COMMEDIA, 102'




16 episodi a mezza strada tra fotografia sociale virata verde acido e barzelletta da osteria. 46 anni fa, il film di Risi pendeva assai più sul primo versante, ed aveva saputo generare un'intera mitologia di maschere urbane. La lancinante precisione di alcuni ritratti (il padre borghese ipocrita che alleva il figlio secondo i dogmi della "furbizia", l'attore vanesio indeciso su chi raccomandare, il pugile suonato ma di buon cuore) qui è un miraggio, ma almeno Buccirosso e Panariello si confermano solidi caratteristi, mettendo a frutto la loro vena di genuina perfidia. E nonostante vari colpi a vuoto (e un paio di episodi clonati, e clonati male) il risultato è comunque sopra le attese.
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