In questi giorni abbiamo approfondito i rapporti con alcune persone conosciute in occasione del viaggio compiuto nell’autunno del 2007.
Tra gli altri abbiamo incontrato più volte Alessandra l’Abate. È una donna toscana che vive tra l’Italia e l’India (prevalentemente) da ormai quindici anni. Qui collabora con le piccole comunità di donne, pastori e contadini presenti nei villaggi ed è impegnata nella creazione di un’economia più vicina ai reali bisogni della gente indiana.
Ispirandosi agli ideali professati dal Mahatma Gandhi si batte, infatti, per la nascita e lo sviluppo dello swadeshi, termine che indica il mercato locale, strumento privilegiato della sarvodaya: la proprietà privata esiste e va riconosciuta, ma il proprietario non deve perseguire solo il proprio esclusivo interesse per contribuire, invece, al benessere della collettività.
Basandosi su questo principio, nel 2001 ha fondato la prima bottega indiana di tessile etico, ma si occupa anche di tante altre piccole realtà sparse per il Paese.
Ci piacerebbe, in futuro, trovare delle forme di collaborazione tra la sua attività e Le piccole cose e poter dare anche noi il nostro contributo.
Intanto, con Mangala Wagle e Sangeetha, abbiamo parlato del progetto Tutti a Scuola.
A seguito di un riesame delle attuali e più urgenti necessità di Hamara School, è possible che lo scuolabus da 32 posti venga sostituito da un veicolo molto più piccolo che, a quanto pare e secondo quanto abbiamo potuto verificare, probabilmente si presterebbe meglio ai bisogni quotidiani della scuola e dei bambini. Nei prossimi giorni ci sarà un chiarimento definitivo su questo punto.
Tra le altre cose, ci ha fatto piacere sapere e vedere che, rispetto all’anno scorso, Hamara School dispone di altre tre stanzette all’interno di una costruzione situate ad una cinquantina di metri dalla prima. Queste stanze la mattina sono adibite ad aule per i ragazzi più grandi; il resto del giorno e durante la notte sono un hostel che ospita ben ventinove bambine e ragazze di cui si prendono cura quattro volontarie.
È bello sapere che il lavoro nato dall’iniziativa di Mangala offre i suoi frutti, e ci riempie di orgoglio essere amici di queste persone.
Come previsto nella settimana appena conclusa, abbiamo organizzato i giochi nel cortile della scuola.
Giochi semplici, da strada, come quelli che facevamo noi da bambini: corse, salti, palla avvelenata…
È stato bellissimo vedere i bambini divertirsi e scatenarsi e tutti ci siamo fatti un sacco di risate.
Alla fine i bimbi erano davvero felici e Sangeetha, Sadhna e le maestre molte soddisfatte.
Noi, come sempre, ci siamo emozionati e commossi e per rendere questi momenti di gioia ancor più indimenticabili abbiamo fatto un sacco di foto.
Purtroppo, però, i giorni passano veloci e presto verrà il momento di salutare i nostri amici indiani.
Già pensiamo con orrore a quel momento e ci luccicano gli occhi.
A presto!