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Via Balbi ha avuto un destino poco fortunato. È contornata di bei palazzi, alcuni decisamente più interessanti di quelli di via Garibaldi, eppure nessuno lo sa; il 20 sbarrato continua a sfiancarsi in salita affumicando e assordando chiunque cerchi di percorrerla.
Tra questi palazzi seicenteschi ce n'è uno che nasconde dietro la lunghissima facciata un delizioso cortiletto decorato in ciottoli, con tanto di fontanella, palme e una terrazza che si affaccia sul porto. Se ti volti appare una visione poco genovese: una movimentata facciata rosso mattone con decorazioni gialle, enormi finestroni bianchi che ti riportano con la mente all'architettura delle capitali nordeuropee.
È la Galleria Nazionale di Palazzo Reale.
Il Palazzo, costruito per Stefano Balbi nel 1643, passò trent'anni dopo ai Durazzo, che vi eseguirono imponenti lavori di ripristino unificando il complesso. Nel 1823 venne acquistato dai Savoia e divenne residenza reale. Nel 1925, infine, i sovrani lo diedero allo Stato con tutto l'arredamento.
Palazzo Reale è infatti sì un museo, ma è soprattutto una dimora storica: ciò che più affascina durante la visita è il poter camminare in una casa patrizia rimasta intatta nel suo ricchissimo arredo sette-ottocentesco, con un'atmosfera tutta sua e i racconti di famiglia legati alle sfavillanti stanze.
Alcuni ambienti sono sorprendenti, come i velluti cremisi della Stanza del Trono o lo spazio rococò della Galleria degli Specchi. Poco a poco ci si lascia prendere dalla "dolce vita" delle dinastie che hanno abitato il palazzo nei secoli.
S'incontrano quadri bellissimi e statue incantevoli ma sono soprattutto le opere di alto artigianato come i comò, gli stucchi, le consolle, le sedie, i vasi, gli orologi, le vere perle del museo. Per fortuna che ci sono le guide e gli obiettori a indicarle ai visitatori, perché sennò, abituati come siamo a cercare in un museo soltanto quadri, non ce ne si accorgerebbe nemmeno.
Perla e simbolo del museo è la Galleria degli Specchi, che richiama direttamente quella di Versailles, affrescata da Lorenzo De Ferrari e ritmata dalle statue di Filippo Parodi e Bernardo Schiaffino, i capolavori di questi artisti.
Anche la Quadreria, le cui pareti sono pressoché ricoperte dalle tele della collezione, è un ambiente affascinante, così come lo sono le stanze da letto e le sale di rappresentanza.
L'opera più celebre della Galleria è senz'altro il Ritratto di Caterina Durazzo di Van Dyck, ma gli fanno buona compagnia la Sibilla di Guercino e soprattutto il Ratto di Proserpina di Valerio Castello.
Galleria Nazionale di Palazzo Reale
Via Balbi 10
Domenica, lunedì e martedì 9.00-13.45
Mercoledì, giovedì, venerdì e sabato 9.00-19.00
Chiuso il 1/1, 1/5, 25/12
Ingresso L. 8000; gratuito per minori e ultrasessantenni.
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