LA VERITA' È CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA @@@
Dagli autori di Sex and the City una commedia sentimentale acida e burrascosa che funziona meglio di Sex and the city, pur restando sullo stesso terreno: donne belle e donne meno belle, a New York, tutte sull'orlo di una crisi di nervi. Alla ricerca dell'amor perduto (o mai avuto). Una sorta di manuale per single (declinato al femminile, ma per molti aspetti può considerarsi unisex), che mira a mettere in guardia le inguaribili romantiche dalla minaccia dei playboy di professione. O semplicemente ad avvertirle dei nodi dell'insofferenza maschile nelle relazioni di coppia. Tutto viaggia sui comodi binari dei luoghi comuni, ma tra uno e l'altro è impossibile (a meno di essere critici molto vecchi o molto nerd) non riconoscere qualcosa di sé e della propria vita. Impalpabile e molto divertente. Almeno per due terzi: il finale cede alle lusinghe del romanticismo da due soldi, il film sconfessa se stesso ed emerge l'ipocrisia di fondo dell'operazione.
PONYO SULLA SCOGLIERA @@@@
Ecco la ragione esatta per cui non amiamo e non ameremo mai le favole sintetiche, irregimentate dal marketing e dalla pretesa di piacere a tutti, della insopportabile Pixar (robottini, macchinette e topi compresi): Ponyo on the cliff by the sea è un racconto di libertà e amore, che solo la mente libera (in tutti i sensi) e innamorata della vita di un maestro come Hayao Miyazaki poteva immaginare. Composto per accumulo di fantasie, privo di gabbie narrative, totalmente indifferente alle mode dell'animazione contemporanea (ed anzi forse un po' insofferente: si veda la scelta di passare a un tratto ancor più semplice del solito, all'ampio uso di colori primari, al disegno interamente svolto a mano), l'ultimo lavoro dell'autore giapponese più che un film è un luogo della mente, in cui perdersi e ritrovarsi. E non fatevi influenzare da chi vi dice che è solo roba per bambini: funziona indistintamente su chiunque si abbandoni ad esso.
FROZEN RIVER @@1/2
Spunto interessante: al confine tra Canada e Usa ci sono fiumi che, gelando, creano un ponte "stagionale" per l'immigrazione clandestina. Una donna (Melissa Leo, candidata all'Oscar ed effettivamente strepitosa) con un mucchio di debiti, un marito invisibile e due figli a carico, decide di assistere una ragazza appartenente alla comunità Mohawk nel trasporto illecito su e giù dal confine. Il film si gioca su due piani. Il primo, e più scontato, è quello del rapporto di diffidenza tra le due donne, che pian piano si tramuta in una amicizia silenziosa. Il secondo, e più interessante, è nel tratteggio dettagliatissimo del personaggio della Leo, carico di contraddizioni: donna di provincia razzista e xenofoba ma anche madre responsabile; implacabile nell'educazione dei figli alle regole della convivenza civile, quanto frettolosa nell'infrangerle in caso di necessità. Premiato dalla giuria al Sundance Film Festival, è un film giusto ma non irresistibile.
GRAN TORINO @@@@
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NEMICO PUBBLICO N.1 - L'ISTINTO DI MORTE @@@
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