Il gioco è necessario per lo sviluppo fisico, conoscitivo e sociale dell'uomo: attraverso il gioco ci si esercita a rispettare le regole e a crearne di nuove.
Si tratta inoltre di un mezzo efficace e potente per costruire la consapevolezza delle dinamiche che generano il conflitto, e formare l'attitudine alla ricerca di soluzioni creative ed eque. Permette di inscenare, di mettere in gioco, appunto, i conflitti in forma simbolica, affinando la capacità di osservare e capire anche quelli reali. Abitua alla necessità di operare scelte e prendere decisioni valutando attentamente le conseguenze possibili, quindi a proiettarsi nel futuro.
Ma è anche una formidabile risorsa didattica.
Appare evidente la convenienza di un approccio ludico all'attività scolastica, apprezzabile soprattutto in riferimento al requisito della significatività, intesa come motivazione positiva all'apprendimento: quando l'impegno è piacevole non si deve ricorrere all'esortazione o, peggio, all'ammonimento, alla costrizione. E non v'è dubbio sul fatto che un gioco possa risultare anche molto impegnativo: si pensi agli scacchi o al bridge.
Se proviamo a osservare un bambino di tre anni alle prese con un gioco qualsiasi, o un ragazzo di dieci che si cimenta nel calcio, vediamo che il loro corpo è interamente teso, coinvolto nell'attività, i sensi sono vigili e attenti, la mente è concentrata.
Così il docente che riesce ad affrontare i contenuti dell'insegnamento privilegiando (per quanto possibile) questa modalità, è sollevato dall'onere della giustificazione, è certo della partecipazione degli studenti; non deve adoperarsi per escogitare forme di gratificazione estrinseche, talvolta ben poco edificanti (la competizione indotta, la minaccia della punizione) o inculcare un'etica dell'abnegazione fondata sull'impegno gratuito e dovuto, sul sacrificio fine a sé stesso (foriera di una pedagogia della sofferenza).
In tal senso il gioco costituisce un investimento sicuro, che garantisce un rendimento anche molto elevato sul piano socio-cognitivo, e consente un notevole risparmio di energie, limitandone lo spreco, è dunque economicamente vantaggioso.
E allora, perché non approfittarne?
Non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi, diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare. (Anonimo)