La movida notturna si snoda tra locali e vicoli... tun-tz-tun-tz-tun-tz-tun-tz... e l'accoppiata tra fatiscenti gradini e adolescenti un po' randagi ti si propone a ogni bar.
Birrette a go go... tum, tum, tum, tum... e baci sui tavolini.
Topi che corrono da un cassonetto a un portone.
E noi ragazze che chiacchieriamo.
«Ma quanti anni avrà la ragazza che era con Claude?»
«Mah, secondo me sedici o diciassette».
«Cavolo, lui ne avrà trentotto».
«Io avevo la tentazione di avvicinarmi a lei e dirle di venire via, di andarsene a casa».
«Ma sì... aveva lo sguardo da bimba. Infatti la guardavo e mi chiedevo quanti anni potesse avere».
«Mah. Certo che se ci fosse stato qualcuno a dirlo a me, certe volte, di stare attenta».
«Io ragazze, cazzo, mi sono presa una candida che non passa più».
«Hai fatto il test dell'HPV?»
«E che cavolo è?»
«Come, non lo sai? Adesso vogliono vaccinare tutte le ragazzine sotto i dodici anni».
«Ma il mio ragazzo è sano».
«Ma anche se l'avesse, a lui non fa un cavolo».
«Cavolo, la ragazza di Claude mi ricorda me a sedici anni. Chissà cosa vede in lui».
«Io a sedici anni non vedevo niente, andavo avanti per conferme. Cercavo che qualcuno confermasse qualcosa di me».
«Eh sì, figurati un uomo cosa conferma con una ragazza bella e giovanissima tra le mani».
«Ma perché lei è fragile. Quando hai sedici anni sei come un piccolo camaleonte, prendi le forme e i colori di chi segui... ti cerchi come puoi...»
«Sì però, belin, se trovi un marcione poi sono tutti cazzi tuoi».