Stiamo vivendo piccole dosi di euforia natalizia, l'aria di crisi frena gli acquisti e forse ci rende più consapevoli del fatto che la festa è finita, come disse Gianni Agnelli agli inizi degli anni Novanta, con la prima crisi del sistema capitalistico occidentale.
Ma siamo sicuri che abbiamo in questi ultimi anni vissuto una festa? Forse sì, se per festa indichiamo quella che abbiamo inferto al nostro pianeta con dissanguanti e scellerate politiche energetiche, in barba alle più elementari logiche di economie sostenibili. Da anni ormai crediamo che i problemi presenti e quelli che ci attendono, siano l’invenzione di qualche Cassandra visionaria, piuttosto che anticipazioni di urgenze più complesse e concrete. Ma ora che è Natale, possiamo dare il nostro contributo pensando a regali in grado di dare un segno tangibile di svolta, di nuove attenzione verso il futuro, di consapevolezze ritrovate.
Proviamo ad esempio a regalare ai nostri cari una lampadina, una semplice lampadina che magari consumi un decimo di quelle che hanno già in casa, che duri fino a 45000 ore senza mai bruciarsi, che non si surriscaldi e sappia mantenere una temperatura tale da poterla toccare senza ustionarsi, che non contenga sostanze nocive come quelle a fluorescenza compatta a cui siamo ormai abituati. La lampadina è già sul mercato, la si compra presso i rivenditori più forniti di materiale elettrico, la si può montare al posto di quelle tradizionali con il cosiddetto passo Edison e costa meno di quanto si immagini. Ha una particolarità, usa tecnologia LED ed è composta da piccole lampadine che assieme formano il fascio luminoso.
L'oggetto in questione soppianterà nei prossimi anni le lampadine tradizionali a incandescenza, sia per imposizioni di legge che di buon senso, disegnando il futuro prossimo della luce domestica di casa nostra. Le luci LED, ormai presenti nelle nostre abitazioni da decenni, sono quelle per intenderci che segnalano con una piccola luce rossa o verde se il televisore è in stand-by, se il cellulare ha campo o è in carica, se il computer è acceso. Sono piccole sorgenti luminose dai colori più disparati e dal consumo contenuto.
Per tornare al regalo, se i nostri amici hanno dei faretti incassati nel controsoffitto, possiamo regalare l'omologa lampadina dicroica, anch'essa a led e con le stesse caratteristica di consumo, durata, calore e costo della sua cugina avvitabile. Con il semplice e parsimonioso regalo della lampadina in questione, ne basta una soltanto per conoscente, si ottengono due risultati di grande portata. Il primo è quello di far risparmiare energia elettrica ai nostri amici e alla collettività, cosa sempre gradita, la seconda è quella di renderli consapevoli che piccoli investimenti consentono di restituire ai nostri figli un mondo più pulito e vivibile.
Così come nelle diete non basta fare un po' di moto se non si riduce il cibo ingerito, analogamente nel risparmio energetico non è sufficiente avere lampadine che consumino meno se poi si lasciano accese anche quando non è necessario. Vale a tal proposito ricordare l’encomiabile iniziativa dei due conduttori radiofonici, Cirri e Solibello che dai loro microfoni lanciarono l’idea di spegnere qualche lampadina in più, soprattutto in quelle stanze della casa dove non soggiorna nessuno e che, per pigrizia, lasciamo accese. L’iniziativa, che ebbe molto successo è contribuì a ridurre un po’ i consumi secondo i dati Enel, aveva un titolo vagamente poetico e che vale la pena ricordare: M’illumino di meno.