Tornano le recensioni in pillole della nostra lettrice più prolifica, Anna Dodero.
Che stavolta ci racconta entusiasta i tre film che le sono piaciuti di più negli ultimi due mesi.
Sono Kung Fu Panda, Mamma Mia! e Si può fare.
Un tipico esempio del fatto che la commedia popolare può imboccare vie diverse da quelle cui, per comodità, il cinema italiano è abituato.
Kung Fu Panda
Il film della normalità, il cartone della vita vera. Po è un panda grasso e maldestro e, contrariamente a tutti i sogni cinematografici, rimarrà grasso e maldestro. E sarà lui, magicamente se stesso, a levare le castagne dal fuoco, tutte quante. Vero, alle volte il rischio del buonismo disneyano (trova la verità in te stesso!) incombe, ma i toni sono felicemente smorzati dal personaggio della vecchia e saggia tartaruga.
Le cose hanno un senso, l'impegno paga, la determinazione è importante... Tutto ok: però prendiamo la vita con filosofia e godiamoci il presente. Con leggerezza, come fosse un dono. (Anna Dodero)
Mamma Mia!
Detesto i musical, da sempre. Trovo indicibilmente cretino qualcuno che, di punto in bianco, nel bel mezzo della scena, si mette a cantare. Per non parlare del mondo di edicolanti e fruttivendoli che abbandonano l'indifferenza abituale per far da coro. Però a Mamma mia! è riuscito il miracolo. Dopo i primi minuti d'empasse diventa travolgente, vitalissimo. Merito della caratura degli attori, delle musiche degli Abba che hanno fatto ballare generazioni, e, soprattutto, dell'intelligentissima ironia di chi sa farsi parodia di se stesso. Il risultato è che si esce dalla sala con una leggerezza che non si ricordava da anni e vien voglia di comprarsi subito un bel paio di pantaloni inaccettabili.
Si può fare
Dunque, si può fare. Si possono ribaltare i ruoli. Si può creare lavoro dal disagio senza fare assistenzialismo. Si può cercare l'isola che non c'è facendosi anche finanziare dalla CEE.
La malattia mentale è lo sfondo della storia, mai la protagonista.
Un film giusto in tutti i sensi, con spunti che richiamano illustri precedenti come L'attimo fuggente e Piovono mucche, ma sempre valido nel ricordarci di guardare alle persone anziché alle imprese.
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