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Cultura
L'invasione degli ultragay
L'invasione degli ultragay
 

L'invasione degli ultragay

 
Il libro del regista Corrado Farina. Una storia tra fumetto e fantastico. Cosa succederebbe agli ultimi due etero rimasti sulla terrà?
 
   

     
12 luglio 2008
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di Gordiano Lupi
   
Corrado Farina è un regista cinematografico abituato a raccontare per immagini (Hanno cambiato faccia e Baba Yaga), ma ci sa fare anche con la parola scritta come dimostra in diversi ottimi romanzi (Il cielo sopra Torino, Giallo antico, Il calzolaio, Dissolvenza incrociata, Storia di sesso e fumetto e Un posto al buio), purtroppo mai editi da grandi editori. È il destino di molti buoni scrittori contemporanei, purtroppo. Il nostro tempo barbaro è quello dei fenomeni (da baraccone) costruiti ad arte, inventati al solo scopo di vincere un premio prestigioso e incarnare il caso editoriale dell’anno. Forse è per questo motivo che non leggo più autori italiani editi da grandi editori e mi tengo alla larga dai best - seller.

Corrado Farina, invece, lo leggo volentieri. Prima di tutto amo il suo cinema a metà strada tra fumetto e fantastico (Baba Yaga), ma pure tra horror e critica sociale (Hanno cambiato faccia). In secondo luogo mi piace come imposta le storie, per immagini, come se fossero sceneggiature particolareggiate che mostrano lo svolgersi degli eventi.
L’invasione degli ultragay è un romanzo geniale, ben definito dall’autore come una storia politicamente scorretta, perché in tempi di idee uniformate fornisce una visione originale del mondo gay, ma soprattutto usa l’arma dell’ironia e del paradosso per esprimere opinioni controcorrente.

Corradino Piersanti è uno scrittore rappresentato da un intraprendente agente letterario gay che lo fa ingaggiare da una rivista di gossip per scrivere un romanzo a puntate. Il romanzo è una storia di fantascienza ricalcata sul modello de Il pianeta delle scimmie e con un finale sulla falsariga di 2001: Odissea nello spazio (vera e propria citazione autentica), solo che i superstiti cacciati e banditi dal mondo sono i due ultimi eterosessuali contro i quali si scatenano squadracce gay di pulizia etnica.

Corradino Piersanti sarebbe uno scrittore vero con un capolavoro nel cassetto, un romanzo sociale che viene rifiutato da tutto il mercato editoriale italiano. A lui chiedono solo narrativa splatter, roba trash di vampiri, zombi, cannibali e prelibatezze simili. Il suo ultimo lavoro dovrebbe intitolarsi L’invasione degli ultrazombi ma un’idea geniale farà sì che i gay prendano il posto dei morti viventi per impadronirsi della terra. Il romanzo si compone di due storie parallele stampate con una grafica diversa. La parte più convincente è la vita quotidiana dello scrittore, in crisi per i più svariati motivi, non ultima la mancanza di idee che provoca una singolare rivolta dei personaggi, ben presto sedata. Piersanti si complica la vita, la compagna lo abbandona indignata, i gay prima lo accusano e dopo lo idolatrano, i fascisti lo esaltano e in seguito lo minacciano, lui si ritrova solo a scrivere un romanzo che lo rende popolare mentre tutti lo credono omosessuale per colpa del suo agente. Non anticipo altro, perché il finale è a sorpresa. Il romanzo di fantascienza che Piersanti scrive è la parte meno appassionante perché è una sceneggiatura di pura azione che segue i canoni di una pellicola fantastica. Il romanzo è pieno di citazioni cinematografiche che ricordano il primo mestiere di Farina, regista in prestito alla narrativa per mancanza di produttori coraggiosi. L'invasione degli ultragay sarebbe un buon soggetto cinematografico. Che sia la volta buona?
 
 
 
 
 
 
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