In Sex and the city ci sono uomini molto belli, molto ricchi e molto sensibili.
Ci sono moltissime paia di scarpe e borse a non finire.
Ci sono super-attici nel centro di Manhattan.
Ci sono amiche fedeli e nevrotiche (con moderazione) e spiritose.
Ci sono vacanze in posti esotici, hotel a 6 stelle, piscine grandi come laghi artificiali.
Ci sono innocue chiacchiere a sfondo sessuale.
Ci sono bambine buffe che dicono le parolacce e cani ancora più buffi che fanno sesso con i peluche e gay buffissimi con il ciuffo che organizzano matrimoni perché hanno un gusto impareggiabile per le decorazioni.
E soprattutto, per quanto sia umile la vostra condizione sociale, per quanto sia usuale il vostro lavoro, ogni cosa può essere comprata con la facilità con cui si compra un coprimaterasso Ikea.
Sex and the city è la versione femminile di un film in cui 4 amici maschi, scapoloni impenitenti, passano le giornate a bere birra, fare commenti sul culo delle cameriere, insultare il proprio capo, andare allo stadio, mangiare pizza e raccontarsi in modo triviale le proprie avventure sessuali. Certo, senza mai smettere di sostenersi e di condividere gioie e dolori delle loro esistenze molto normali e al contempo molto speciali. Per dimostrare che la superficialità cui i loro passatempi potrebbero far pensare, nasconde in realtà un umanità limpida e preziosa.
Sex and the city è anche una commedia scritta con un perfetto controllo dei registri comici e melodrammatici. Si regge sull'affiatamento evidente delle sue protagoniste e fornisce alla spettatrice fedele al brand esattamente quanto s'aspetta (e molto s'aspetta: sui titoli di testa già scatta in sala l'applauso eccitato). Se si sta al gioco, diverte pure il novizio: io stesso ho passato due ore piacevoli.
Spiace solo che campi di stereotipi tanto elementari e triti da essere avvilenti, e che eregga monumenti a valori quanto meno discutibili: il lusso esibizionista, la magrezza isterica pericolosamente vicina all'anoressia (Sarah Jessica Parker è orrenda), e più in generale l'apparenza come intoccabile biglietto da visita.
Insomma, confezione piacevole ma contenuto un po' avvilente.
Poi, si capisce, ognuno ha diritto a due ore di svago ebete e romanticherie all'acqua di rose.
In scia all'uscita di Sex and the city, il quiz della scorsa settimana era dedicato a film in cui l'elemento modaiolo era dominante o comunque centrale.
Le risposte esatte erano La rivincita delle bionde, Il diavolo veste Prada e Zoolander in ordine di fotogramma.
Ecatombe sul primo film, carnevale sugli altri due che non hanno spaventato nessuno.
24 le risposte esatte, Alessia Rota e Federico Tixi i nomi dei più veloci.
La prima si porta a casa due biglietti per la replica unica di Tea - A mirror of soul, in scena al Carlo Felice la sera del 7 giugno, il secondo la CineCardLiguria valida per 8 e dico 8 ingressi cinematografici.
E questo è quanto. Un saluto a tutte le bambine buffe dedite a coprolalia, ai cani molto buffi che si trombano i peluche e ai gay buffissimi che organizzano matrimoni.
Mamma mia come stiamo ridotti...